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Mps, impieghi in ripresa

La strada per il rilancio del Montepaschi ancora lunga e difficile, ma il 2018 potrebbe essere l’anno della svolta. I primi segnali di inversione di tendenza si sono visto con il recupero della raccolta e una crescita degli impieghi vivi lordi, anche se il giro di boa arriverà con la conclusione della cessione di 24 miliardi di euro di Npl ad Atlante entro la fine di maggio, in anticipo di un mese rispetto alle previsioni. Durante l’assemblea degli azionisti l’a.d. Marco Morelli ha sottolineato che sono stati raggiunti «tutti gli obiettivi che ci eravamo posti all’inizio del 2017, e non era assolutamente scontato».Per quanto riguarda quest’anno, «c’è la ripresa degli impieghi vivi lordi: è il primo segnale importante che la banca si è rimessa in cammino», ha sottolineato Morelli. «La banca entra in una situazione normalizzata». Quanto agli obiettivi, l’impegno è rivolto a raggiungere gli obiettivi del piano al 2021: «Alcune cose le raggiungeremo in anticipo, altre con uno sviluppo più lento». Il rilancio della banca non avverrà con altre riduzioni del personale, anche se ciò era stato chiesto al management.

Uno dei traguardi più importanti è la cessione degli Npl ad Atlante. Entro questo mese Mps avrà il rating sulle tranche della cartolarizzazione. «Immediatamente dopo renderemo noti i rating che saranno attribuiti, poi partirà l’attività di marketing sugli investitori istituzionali e partirà il processo per ottenere l’autorizzazione alla Gacs sulla tranche senior, con rating investment grade. L’obiettivo è chiudere questo processo entro la fine maggio, con l’obiettivo di anticipare di un mese rispetto alla scadenza negoziata per giugno in sede di piano. A quel punto si vedrà il deconsolidamento dei crediti ceduti da Mps».

La precisazione di Morelli è arrivata dopo le indiscrezioni relative alla necessità di un altro aumento di capitale. Voci che avevano creato una forte pressione sul titolo in borsa, e anche per questo «sono andato a Londra e ho spiegato che non è assolutamente così», ha detto l’a.d. precisando che la volatilità delle azioni è dovuta al flottante ridotto: «Bastano pochi ordini in vendita e in acquisto per determinare effetti sul corso dei titoli molto rilevanti». Per continuare la strada del risanamento, il management ha bisogno del sostegno dei suoi azionisti. «È mio dovere dire a tutti i soci che uno dei tratti fondamentali è il supporto a quello che il management sta facendo, come è stato fondamentale il supporto forte del principale azionista (il ministero dell’economia, ndr) quando abbiamo chiuso con l’Europa l’accordo sul piano di ristrutturazione».

Intanto l’assemblea ha stabilito, con la quasi totalità dei voti, che non è ammissibile la richiesta di azione di responsabilità, presentata dal socio Giuseppe Bivona, fondatore della società Bluebell, nei confronti degli ex amministratori Alessandro Profumo e Fabrizio Viola e del collegio sindacale in relazione ai derivati Santorini e Alexandria.

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