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Mps, il Tesoro socio al 4% dopo l’aumento di capitale

Aumento di capitale (con raggruppamento delle azioni) e rinnovo del board: il futuro di Mps si deciderà tutto in un colpo solo, tra il 14 e il 16 aprile, quando l’assemblea – prima in seduta ordinaria, poi in quella straordinaria – affronterà tutto ciò che ancora serve a capire chi e come deciderà le sorti della banca nei prossimi anni, sia che resti da sola sia che si cerchi (e trovi) un partner. Così ha deciso ieri il board, che dopo aver approvato il bilancio (già noto) in profondo rosso del 2014, ha fissato la super-assemblea nelle sue varie convocazioni, ha cooptato Christian Whamond in cda al posto di David Martinez e ha definito il numero di azioni che verranno consegnate – il primo luglio – al Mef come interessi sui Monti bond: l’importo dovuto al Tesoro è di 243 milioni, che in base al valore degli ultimi 10 giorni a ieri del titolo corrisponde a 449 milioni di azioni, di nuova emissione; i calcoli, evidentemente, andranno riaggiornati sotto data, ma ad oggi corrisponderebbero a una quota sul capitale, post aumento, di circa il 4%.
Altra novità: il Mef ha preso l’impegno a non dismettere tutto o parte del pacchetto per almeno 180 giorni, dunque ci sarà un lock-up. Sempre ieri, si è deciso che in occasione dell’aumento si effettuerà un nuovo raggruppamento delle azioni, visto che per ogni 20 ne resterà una sola. Ieri il mercato ha atteso l’esito del cda senza particolari patemi: il titolo ha chiuso in rialzo del 2,55% (sopra la performance di Piazza affari, a +0,65%) tornando oltre i 56 centesimi. D’altronde, già nella seduta di martedì (-9,91%) si erano smaltiti sia le prese di beneficio dopo il rally che ha portato il titolo a guadagnare oltre il 50% in un mese, sia i timori per le modalità con cui verrà condotto il nuovo maxi aumento: nonostante il trend rialzista, ad oggi la banca in Borsa capitalizza 2,89 miliardi, dunque la manovra sarà iper diluitiva e tra gli analisti c’è chi si aspetta uno sconto vicino al 35% sul prezzo teorico ex diritto già applicato nell’ultimo aumento dell’estate scorsa. Dettagli che arriveranno nei prossimi mesi, visto che la ricapitalizzazione partirà tra maggio e giugno. E a guidarla sarà il vertice della banca che uscirà dall’assemblea fissata ieri: saranno confermati il presidente, Alessandro Profumo, e il ceo, Fabrizio Viola? E’ probabile che ciò avvenga, anche se la situazione resta tanto fluida e aperta a ogni possibile soluzione quanto il titolo rimane volatile a Piazza affari, dove negli ultimi giorni è passato di mano anche il 4% del capitale a seduta. Tutti i diversi interlocutori aspettano segnali più chiari, e tra questi c’è anche la Fondazione Mps, con il presidente, Marcello Clarich che ieri ha ancora ricordato come la decisione che dell’ente sull’adesione o meno all’aumento andrà presa ?con responsabilità?. Non è un ?sì? ma neanche un ?no?, quello che ieri Clarich ha ribadito al termine della Deputazione amministratrice, ribadendo che chiaramente la Fondazione ?più scende nella sua partecipazione meno conta?. Sulla decisione influirà anche quanto previsto dallo statuto: ?Abbiamo un compito statutario che ci impone di cercare di mantenere, nel limite del ragionevole, il contatto tra Fondazione e territorio, tra territorio e Banca e tra Fondazione e Banca?; come noto, ?difendere? il suo attuale 2,5% costerà all’ente 75 milioni, una somma che è nella disponibilità di Palazzo Sansedoni ma che tornerebbe ad aumentare l’esposizione sulla banca.
Alla Fondazione, così come agli altri due pattisti del 9% Btg Pactual e Fintech con cui ?c’è un’interazione continua?, come ha detto ieri Clarich, toccherà decidere anche sul rinnovo del vertice: ciascuno singolarmente ?ha già confermato la sua fiducia a Profumo e Viola: ad ora non ci sono variazioni?, ha dichiarato ieri il presidente dell’Ente, specificando che la Deputazione ieri ha iniziato a parlare della lista per il prossimo cda,ma al momento ?non è stato formalizzato niente: non c’è nessuna delibera?. Per quest’ultima, è probabile, ci sarà da attendere ancora un paio di settimane, e- come ha aggiunto Clarich – nella lista potrebbero comparire anche delle?sorprese?, vale a dire nomi già noti o di standing particolarmente elevato.

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