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Mps, il Tesoro e l’ipotesi di salita al 7%. Ma in Borsa il titolo perde terreno

MILANO L’ultima cambiale che il Montepaschi potrebbe pagare al Tesoro per l’aiuto di Stato ricevuto nel 2011 e restituito a caro prezzo — oltre 1 miliardo di interessi versati — potrebbe valere il 3% del capitale: è la quota di Mps che Via XX Settembre potrebbe trovarsi a ricevere il 1 luglio come pagamento dell’ultima residua tranche di Monti Bond, pari a circa 1 miliardo di euro, di cui il Monte ha usufruito da gennaio a luglio 2015, quando il prestito dello Stato venne integralmente estinto grazie ai proventi dell’aumento di capitale da 3 miliardi (che seguiva quello da 5 miliardi del 2014).

Se il Tesoro riceverà le nuove azioni, le sommerà al 4% di Mps che aveva ottenuto a luglio 2015 in cambio della cedola sui Monti Bond relativi al 2014 e diventerà il primo azionista dell’istituto senese, seguito da Fintech (4,5%), Axa (3,1%), Classic Fund limited (2%), Alessandro Falciai (1,84%), Fondazione Mps (1,5%). La legge sui Monti Bond prevede che se la banca non fa utili, la cedola va pagata non in contanti ma con nuove azioni. Nel 2015 Mps ha chiuso con un utile di 388 milioni grazie al beneficio economico della chiusura del derivato Alexandria con Nomura: al netto dell’effetto contabile, avrebbe chiuso in perdita per 112 milioni. Da qui il dubbio: l’anno va considerato in perdita o in utile? Gli esperti sono al lavoro per sciogliere gli ultimi dubbi, come riferiva ieri la Reuters . Se ne riparlerà forse già all’assemblea del 14 aprile.

Con il 7% il Tesoro sarebbe ancora di più il perno attorno al quale costruire un’operazione straordinaria che metta in sicurezza l’istituto presieduto da Massimo Tononi e guidato da Fabrizio Viola. Tuttavia non si intravede ancora il partner così ieri — dopo il +10% di lunedì sulle voci di un pressing del governo su Cdp e Intesa Sanpaolo per un intervento sulla banca — il titolo ha perso ieri il 5,98%. A gettare acqua sul fuoco è stato anche il presidente dell’Acri, Giuseppe Guzzetti, esponente delle fondazioni socie della Cassa: «Io non ho nulla sul tavolo, chiedete a Cdp».

Fabrizio Massaro

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