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Mps, il Tesoro accelera sull’addio al tetto del 4% e sul piano “Monti Bond”

Il piano di ristrutturazione di Mps è approdato a Bruxelles. E in attesa di una risposta da parte della Commissione, emergono alcuni paletti di cui il Tesoro si è reso garante: in primis, l’abolizione del tetto del 4% al possesso azionario, Fondazione esclusa. Ma andiamo per gradi.

La risposta della Commissione dovrebbe arrivare entro la fine diagosto (forse, anche prima della pausa estiva). La banca ha aspettato invece fino all’ultimo (ieri scadevano i termini) per consegnare il nuovo piano industriale per il salvataggio di Rocca Salimbeni al Ministero dell’Economia, che provvede a trasmetterlo allaCommissione. Da lì dovrà arrivare il via libera ufficiale e definitivo ai Monti Bond; quei 4,07 miliardi senza i quali i conti dell’Mps non starebbero in piedi. Non può essere data per scontata la risposta di Bruxelles; comunque, in astratto c’è da ritenere che in questi mesi i colloqui tra le parti (per rivedere il precedente piano industriale, stilato prima che venissero chiesti i Monti bond) siano stati numerosi e che dunque il testo definitivo non sia una sorpresa per la Commissione.
Quello che è certo è che gli impegni presi non sono di poco conto. A partire dall’abolizione al tetto del possesso azionario entro il 4%, che sarà oggetto dell’assemblea straordinaria che si terrà il 18 luglio (è probabile che si svolga proprio in prima convocazione). Ebbene, dalla relazione in vistadell’assemblea, messa ieri on line sul sito della banca, si legge che non solo la Banca d’Italia aveva sollecitato l’abolizione del tetto, nell’ottobre 2012, ma ben più di recente, il 13 giugno scorso, era stata recapitata a Rocca Salimbeni una lettera in cui il Tesoro ricordava che la Repubblica Italiana si è fatta garante degli impegni presi con la Commissione. E «tra tali impegni, il Mef richiamaquello di assicurare la convocazione dell’assemblea straordinaria della Banca nel corso del prossimo mese di luglio per rimuovere il limite di possesso azionario del 4%». E ancora: «in caso di mancato rispetto degli obblighi assunti, la Commissione potrebbe ritenere il predetto intervento finanziario pubblico non compatibile con il quadro comunitario in materia di aiuti di Stato e disporne il recupero». Insomma, Via XX settembre ricorda che l’abolizione del tetto che deve essere approvato quanto prima e la banca incassa un viatico forte nei confronti dei non pochi mugugni che si erano levati in città.
Smentite, invece, le voci su una delega per l’aumento di capitale da uno a due miliardi. La Fondazione Montepaschi in particolare ha negato che la cosa sia stata oggetto di colloqui tra i vertici di Mps e la Fondazione, per «il semplice fatto che non c’è stato, in tempi recenti, nessun incontro del presidente Profumo e dell’ad Viola con la Deputazione generale ».
Infine, ieri con il deposito del ricorso di Francesco Gaetano Caltagirone, tutti gli ex vertici di Mps si sono rivolti al Tar del Lazio per contestare le sanzioni per oltre 5 milioni di euro inflitte da Bankitalia. Il Tar ha fissato al 3 luglio l’udienza dei ricorsi dell’ex presidente Giuseppe Mussari e dall’ex membro del Consiglio direttivoGian Luca Baldassarri.
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