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Mps, il primo azionista è il fondo York Capital Fumata nera in Fondazione

Mps ha un nuovo primo azionista, ma la sua Fondazione non avrà un presidente fino al 22 agosto. Il nuovo socio è York Capital Management, fondo hedge del Colorado che da mesi segue l’istituto senese e ieri è sbucato sul sito Consob con un 5,025%. Ai prezzi di Borsa l’investimento sarebbe di 350 milioni, ma molto fa pensare che York detenesse già quote inferiori. A febbraio, quando la Fondazione sondò investitori in tutto il mondo per cedere il suo 33% della banca, il fondo basato a Denver fu tra i più interessati al dossier, in ottica di recupero macro dell’Italia facendo leva sul riassetto della banca e al suo ingente portafoglio Btp (una ventina di miliardi). Ancor prima, a fine novembre 2013, York fu tra i compratori dei bond Fresh, quando la locale Fondazione li liquidava a un decimo del valore.

La quota per Consob è detenuta come «gestione discrezionale del risparmio». York Capital sopravanza, almeno singolarmente, i tre pattisti Fintech (4,5%), Btg Pactual (2%) e Fondazione Mps (2,5%), oltre al colosso Blackrock, che si è ridotto dal 5,7% al 3,2% di Mps. Dopo l’aumento da 5 miliardi potrebbe spuntare con l’1,5% la Millenium Partecipazioni di Alessandro Falciai, costruttore di yacht con Mondo Marine, che avrebbe puntato 100 milioni sulla banca.
York Capital è investitore speculativo, già visto attivo sulle banche greche dopo il default, e non è detto che abbia comprato Mps per tenerla a lungo. Tra un anno il cda della banca va rinnovato, e la lista più votata nominerebbe metà dei consiglieri (compresi ad e presidente). A oggi i tre pattisti con il 9% paiono favoriti, ma presto si vedrà se offriranno a York di ampliare il patto o si aprirà una contesa per il potere in banca.
Dove la contesa per il potere pare ripresa è a Palazzo Sansedoni, sede dell’ente Mps chiamato a sostituire la presidente Antonella Mansi, ma che in due mesi di consulti non sa trovare ancora chi metta d’accordo tutti. La Fondazione «è lo specchio del caos che c’è fuori», ha detto lasciando la deputazione ieri Sergio Betti, uno dei consiglieri. «La Deputazione Gene- rale non ha raggiunto la maggioranza necessaria per la nomina del nuovo presidente – riporta la nota – e ha programmato la prossima riunione il 22 agosto. La presidente Antonella Mansi esce dimissionaria dal 1° agosto 2014».
Poiché oggi scade la proroga concessa dal Tesoro, e poiché Mansi non ha cambiato idea, si profila una vacatio agostana. Ieri sono state poste ai voti due candidature: Bettina Campedelli – docente di economia a Verona – e Marcello Clarich, docente alla Luiss di diritto amministrativo. Ma i consiglieri si sono spaccati a metà: entrambi hanno avuto 5 voti e 2 schede bianche, e un consigliere collegato dall’estero non ha votato. Comune e Provincia di Siena sono i maggiori rappresentati nella Deputazione, e in città già si vede e teme il ritorno di veti e ricatti passati tra correnti del Pd.
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