Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps, a giugno l’ingresso dello Stato

La trattativa sul piano di risanamento di Mps tra i vertici della banca, la Commissione europea e la Bce «procede per step», come ha detto ieri un consigliere uscendo da Rocca Salimbeni al termine del cda. I passi da compiere sono tanti, per di più in un terreno inesplorato. Ma l’impressione – a differenza di Popolare Vicenza e Veneto Banca- è che con il Monte ormai ci si sia spinti troppo avanti per fermarsi o tornare indietro, e così anche l’agenda a poco a poco prende forma. Compreso il suo passaggio fondamentale, cioè l’ingresso dello Stato nel capitale della banca, previsto per la fine di maggio o più verosimilmente l’inizio di giugno.
Ieri in consiglio si sarebbero effettuati gli ultimi adempimenti in vista dell’assemblea del 12 aprile, che resta il primo passo. Nel frattempo, proseguono le trattative sul fronte più caldo, quello che vede coinvolta la Dg Comp della Commissione europea e la banca – rappresentata dal Tesoro. In un clima politico poco propenso agli sconti, tanto più all’Italia e in fatto di banche, si limano di giorno in giorno le istanze da una parte e le contromisure dall’altra. È così che, dopo alcuni ritocchi al decreto salva-risparmio chiesti dalla Commissione e recepiti in fase di conversione del decreto, ora da Bruxelles sarebbe arrivata la richiesta di un ulteriore giro di vite al burden sharing, e in particolare al trattamento da riservare ai titolari di obbligazioni; la Commissione chiederebbe un’ulteriore restrizione dei rimborsi a carico dello Stato. Per recepire le nuove richieste servirebbe una nuova legge; nel caso si tratterebbe di una pessima notizia per i titolari dei titoli (che nelle ultime ore avrebbero intensificato i tentativi di vendita sull’over the counter, unico canale aperto vista la sospensione degli scambi) ma potenzialmente di una buona notizia per la banca: quanti meno soldi lo Stato dovrà versare ai bondholder, tanto più potrà impiegarne nell’aumento della banca. Fermo restando che l’ammontare complessivo della manovra, dopo i chiarimenti tra Bce e Commissione, è definitivamente fissato in 8,8 miliardi.
In cambio, la Commissione vuole un piano principalmente basato sul contenimento dei costi, principale leva controllabile dalla banca, su cui l’accordo sarebbe vicino. Tra Siena, Roma, Bruxelles e Francoforte si punta a chiudere intorno a Pasqua o comunque entro la fine di aprile. In modo da poter procedere con l’ingresso dello Stato: basterà una legge e non servirà una nuova assemblea, e così per la metà di giugno si prevede che il nuovo assetto azionario possa prendere forma, con gli attuali soci marginalizzati intorno al 3% del capitale, lo Stato ben oltre il 70% e il resto ai bondholder. A quel punto, una nuova assemblea dovrebbe sancire la riduzione e il ricambio di buona parte del board, nonché approvare le modifiche statutarie necessarie.
A quel punto, la road map impostata dalla banca prevederebbe la cessione degli Npl. Mentre con l’advisor Kpmg si prosegue alla segmentazione del portafoglio, il vertice insieme agli advisor Mediobanca e Lazard sta mettendo a punto lo schema per la cessione. UniCredit resta un benchmark per le modalità ma non per i prezzi, troppo bassi, e quindi si privilegerebbe una cessione in blocco seppur divisa in tranche. Anche se qui restano un paio di incognite da chiarire di qui alle prossime settimane: l’esito dell’ispezione Bce sui crediti chiusa nei giorni scorsi e una visione condivisa sulle perdite probabili legate alla svalutazione degli Npl. Dettagli tutt’altro che irrilevanti, anche se – a meno di sorprese – pare acclarato che gli oltre 6 miliardi di patrimonio netto dovrebbero rivelarsi sufficienti per la copertura delle perdite sulle sofferenze, per cui non saranno utilizzabili le risorse dello Stato.

Marco Ferrando

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai due estremi ci sono Generali e Unicredit: promossa a pieni voti la prima (almeno dagli investitor...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

La pace con Vivendi in Piazza Affari vale 35 milioni di capitalizzazione. Dopo una fiammata in avvio...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

er la prima volta da molti anni un rialzo dei tassi d’interesse si affaccia negli scenari della po...

Oggi sulla stampa