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Mps, già dal prossimo anno il Tesoro potrà essere azionista

Corrigendum. Una piccola correzione, chiesta dalla Commissione europea per autorizzare il decreto sui “Monti bond” da 4 miliardi destinati a Mps. Ma una correzione carica di effetti, perché può rendere il Tesoro azionista a Siena già tra un anno. A Bruxelles i funzionari incaricati di allineare il prestito alle “linee guida comunitarie sugli aiuti di stato a banche in crisi”, hanno apportato – nel parere del 12 febbraio rintracciabile sul sito europa.eu – una significativa modifica, che riguarda il pagamento degli interessi. Solo quelli maturati al 31 dicembre 2012 saranno regolabili con altri bond, mentre da quest´anno Mps dovrà corrispondere il tasso (9%) in contanti, e se non bastano aggiungere azioni. La prima emissione, entro il 1° marzo, sarà 3,9 miliardi, cui seguiranno dopo l´ok al bilancio 2012 (rosso previsto 2 miliardi) 171 milioni di altri bond per le cedole su 1,9 miliardi di “Tremonti bond” in essere. Nella primavera 2014, invece, i 400 milioni di interessi andranno pagati in denaro vero; e molti ritengono che la banca – con redditività e utili azzerati da anni di scorribande manageriali (ora al vaglio dei pm senesi, con 15 indagati) – dovrà accogliere il Tesoro nel capitale. È improbabile che Mps guadagni 400 milioni quest´anno.
Non è certo l´esito che il governo Monti auspicava, come prova il passato braccio di ferro a colpi di emendamenti a riguardo. Ma nell´iter di gestazione del decreto le possibilità di pagare gli interessi con nuovi debiti si sono ridotte, e ora l´Europa le limita al vecchio prestito. Dato che nel 2014 è in agenda la ricapitalizzazione da 1 miliardo dedicata al mercato che la fondazione Mps non sottoscriverà – mancano i soldi – non è irragionevole stimare un azionariato Mps con l´ente locale e il Tesoro soci di peso, più eventuali nuovi soci privati. Un problema anche politico per il prossimo governo; ma via XX settembre non ha alternative, ed entro febbraio darà l´approvazione finale. Prima, già oggi, la Corte dei Conti valuterà la congruità dell´impegno finanziario dei Monti bond, e il Tar Lazio deciderà – dopo tre ore di camera di consiglio ieri – se sospendere il prestito, come chiesto dal Codacons che vuole altri accertamenti sui bilanci Mps.
La giornata è notevole anche sul fronte dell´inchiesta giudiziaria, perché i tre pm Antonino Nastasi, Aldo Natalini e Giuseppe Grosso saliranno a Milano per interrogare, in carcere, Gianluca Baldassarri. L´ex capo dell´area finanza, accusato di associazione per delinquere, truffa e ostacolo alla vigilanza, dovrebbe essere chiamato a rispondere di quest´ultimo reato, che verte attorno al contratto segreto 2009 con Nomura per ristrutturare il titolo tossico “Alexandria”. Baldassarri fu regista di quell´operazione, firmata con lui dal dg Antonio Vigni, e avallata dal presidente Giuseppe Mussari. Mussari e Vigni sono stati perquisiti martedì sullo stesso filone.

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