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Mps, fondazione sta alla finestra

«La quota di partecipazione della Fondazione Mps in Montepaschi è dell’1,5%, pertanto non è un socio determinante nei processi di aggregazione»: lo ha detto Marcello Clarich, presidente dell’ente, a chi gli chiedeva delle indiscrezioni relative a un coinvolgimento della Cassa depositi e prestiti e di Intesa Sanpaolo nel consolidamento della banca senese, su pressione del governo. Clarich ha aggiunto di non avere informazioni dirette in proposito, né di partecipare «a tavoli e trattative» per un ingresso di Cdp nell’azionariato di Banca Mps. Inoltre il ministero dell’economia, attraverso il direttore generale Vincenzo La Via, ha riferito che «le soluzioni devono essere di mercato e io», ha puntualizzato Clarich, «condivido questa impostazione, tenendo conto delle esigenze del territorio senese e toscano».

D’altro canto Giuseppe Guzzetti, presidente dell’Acri e della Fondazione Cariplo (azionista della Cdp), si è limitato a osservare di non avere «niente sul tavolo, chiedete alla Cdp». Guzzetti non ha espresso alcun parere a proposito della possibilità del progetto che potrebbe essere elaborato per mettere in sicurezza l’istituto toscano. «Aspettiamo cosa elaborano, io guardo sempre in positivo», ha tagliato corto.

Intanto l’a.d. del Montepaschi, Fabrizio Viola, nel 2015 ha ricevuto 1,9 milioni di euro di stipendio: è stato ricompensato con 557 mila euro per l’incarico di amministratore delegato e con altri 1,35 milioni per il ruolo di direttore generale. La cifra è superiore agli 1,3 milioni incassati nel 2014, di cui 322 mila euro come a.d. e 983 mila euro come d.g. Il compenso dell’ex presidente Alessandro Profumo ammonta a 186 mila euro ed è stato percepito soltanto fra il 16 aprile e il 6 agosto: Profumo, con la nomina a presidente avvenuta nella primavera del 2012, aveva rinunciato per il suo mandato triennale allo stipendio. Il successore, Massimo Tononi, è stato pagato 154 mila euro per il lavoro svolto a partire dal 15 settembre. Risulta in crescita anche lo stipendio del vicedirettore generale vicario, Angelo Barbarulo, salito dai 535 mila euro del 2014 a 611 mila euro; Berardo Mingrone, vicedirettore generale fino a fine settembre, ha ricevuto invece 646 mila euro. Nessuno dei top manager della banca ha incassato incentivi e bonus.

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