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Mps, Fondazione alla svolta sul rinnovo del consiglio

Nel cielo sopra Palazzo Sansedoni, sede della Fondazione Monte dei Paschi, l’azzurro sembra finalmente prevalere sulle nuvole. Non hanno avuto ancora risposta le lettere inviate nei giorni scorsi ai quattro (su sei) consiglieri che l’Ente esprime nel cda di Banca Mps, e cioè Marco Turchi, Paola Demartini, Angelo Dringoli e Marina Rubini (gli altri due sono Alessandro Profumo e Fabrizio Viola), con la richiesta formale di fare un passo indietro per lasciare spazio ai nuovi azionisti Fintech e Btg Pactual, le cui quote (rispettivamente 4,5 e 2%) sono sindacate con quella della Fondazione (2,5%). Qualcosa però si sta muovendo.
Il nodo potrebbe sciogliersi entro la settimana. Ai “pattisti” Fintech e Btg Pactual bastano due poltrone, in questa fase. Nell’attesa del vero ricambio della governance del gruppo di Rocca Salimbeni che ci sarà la prossima primavera. La moral suasion (con immancabile contorno di polemiche) attuata in questi giorni dalle istituzioni, insieme alla disponibilità annunciata dal presidente della Fondazione, Marcello Clarich, di garantire il mancato reddito ai consiglieri dimissionari (circa 50mila euro a testa), offerta da alcuni ritenuta quasi provocatoria, stanno producendo i loro frutti: il primo a rendersi disponibile dovrebbe essere Turchi che, secondo quanto è pronto a scommettere chi lo conosce, rinuncerà anche alla “compensazione” economica; insieme a lui, altri consiglieri tra quelli di nomina della Fondazione sarebbero pronti a dare le dimissioni.
La nodo si scioglierà entro il 10 di settembre, in tempo perchè il cda del Monte convocato per il giorno successivo possa ratificare il cambio della guardia. Ma le prime mosse potrebbero essere ufficializzate già venerdì prossimo, quando è in programma una riunione della deputazione amministratrice di Palazzo Sansedoni. A quel punto, la Fondazione avrà raggiunto l’obiettivo prioritario indicato da Clarich, vale a dire il rispetto degli impegni assunti con i pattisti Fintech e Btg Pactual (fare il possibile per favorire il loro ingresso nella stanza dei bottoni di Rocca Salimbeni prima del 2015). E per la Banca si aprirà una stagione nuova, sotto il segno di quel patto che continua a lasciare un ruolo alla Fondazione, come garanzia del rapporto con il territorio.
Clarich, poi, ha sottolineato più volte la volontà di allargare l’alleanza ad altri azionisti, per avere un peso decisivo dentro il capitale di Rocca Salimbeni. Dopo l’ingresso nel cda del Monte dei rappresentanti di Fintech e Btg Pactual, insomma, a tenere banco sarà il tema dell’allargamento del patto. E se per il gruppo bancario presieduto da Profumo e guidato da Viola è tempo di esami europei (asset quality review e stress test), anche per la Fondazione targata Clarich lo scenario di riferimento sarà inevitabilmente internazionale.

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