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Mps, Falciai: «Banco di prova per l’Ue»

Ci vorrà ancora una settimana almeno per chiudere con la Commissione europea, ma il presidente del Monte dei Paschi di Siena, Alessandro Falciai, è «molto ottimista» sul buon esito della trattativa in corso sul nuovo piano industriale della banca, necessario per avere l’autorizzazione dell’Antitrust europeo alla ricapitalizzazione a carico dello Stato.
Falciai ieri era a Roma per diversi impegni istituzionali, tra cui la riunione del Comitato esecutivo dell’Abi che l’ha visto nominato vice presidente insieme a Ranieri de Marchis di UniCredit (entrato al posto di Marina Natale). Mps, ha sottolineato Falciai parlando con i giornalisti, si è trovata nell’epicentro di una situazione critica per la necessità di dover testare la nuova normativa europea con la richiesta di ricapitalizzazione precauzionale: «Noi siamo il banco di prova in Europa e io sono molto ottimista», ha detto.
Un passo importante è stato compiuto lunedì mattina, quando la banca ha conferito a Quaestio l’esclusiva di un mese per la cessione di 26 miliardi di sofferenze. Segno evidente che le cose procedono (l’esclusiva dovrebbe trasformarsi a breve in un’offerta non vincolante), non a caso la settimana prossima la banca invierà un’ultima versione del piano industriale a Bruxelles: la presenza di Atlante, insieme a Fortress e Credito Fondiario, sul fronte degli Npl è fondamentale per chiudere la partita delle sofferenze, ma il confronto resta aperto e serrato su altre questioni. In particolare, a quanto risulta, sul capitolo cost/income e riduzione di filiali e personale; su quest’ultimo piano la banca ha spiegato alla controparte europea che una riduzione di 10mila unità (il 40% del totale dei dipendenti del gruppo), così come richiesto da Bruxelles, non solo paralizzerebbe l’operatività della banca, ma presenterebbe costi elevatissimi in termini di copertura dei licenziamenti – che il vertice non vuole applicare – e di potenziale contenzioso. Di qui il braccio di ferro, che non è ancora concluso: ieri sera il vertice della banca è stato a Roma per fare il punto al Tesoro, e non si esclude che per sbloccare la trattativa sia necessario un intervento politico. Anche se, rispetto alla partita delle venete, qui il traguardo pare a un passo: l’agenda prevede l’accordo con la Dg Comp entro la settimana prossima, poi il sigillo della Commissione entro fine mese e quindi a luglio l’ingresso dello Stato.

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