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Mps, entro giugno i 24 miliardi di Npl fuori dal bilancio

Il Monte dei Paschi sta per liberarsi definitivamente dal fardello dei 24 miliardi di sofferenze previsto dagli impegni del piano di ristrutturazione e già trasferite all’ex fondo Atlante. È in dirittura d’arrivo, infatti, ha spiegato l’amministratore delegato Marco Morelli, l’ultima fase dell’operazione con l’assegnazione dei rating alle varie tranche e la richiesta formale delle garanzie pubbliche (le Gacs) al Tesoro sulle tranche senior dell’operazione. Il deconsolidamento dal bilancio arriverà a inizio giugno, in anticipo rispetto alle previsioni e per la cartolarizzazione non è prevista la quotazione.
Questa la principale novità operativa emersa dall’assemblea della banca che ha approvato il bilancio del 2017 chiuso con una perdita consolidata di 3,5 miliardi. Nell’assemblea, la prima sotto la guida della presidente Stefania Bariatti, Morelli ha ribadito che l’attuazione del piano di ristrutturazione al 2021, concordato con la Commissione Europea, prosegue senza intoppi e che il recupero della banca sarà un processo necessariamente lento. Mps è ripartita e il 2018 «è forse l’anno più importante per la storia della banca», il primo in cui Rocca Salimbeni può lavorare senza avere le scadenze temporali chieste dai regolatori. Ci sono segnali che «fanno vedere che abbiamo preso una direzione diversa da quella degli ultimi anni» ha osservato il top manager senza anticipare i numeri del primo trimestre, che saranno resi noti il prossimo 10 maggio. Per realizzare il piano, Mps «ha bisogno del sostegno incondizionato dell’azionista di maggioranza», ha aggiunto l’ad rispondendo su cosa accadrà con il prossimo cambio di governo. «Sulle quotate non esiste spoil system», ha rimarcato la presidente Bariatti.
La banca nel 2017 ha recuperato 11 miliardi di raccolta dopo averne persi 29 l’anno precedente, conclusosi con il fallimento della ricapitalizzazione di mercato e la richiesta dell’aiuto di Stato. Nelle ultime settimane il titolo è stato al centro di una speculazione ribassista che ha indotto Siena a smentire la necessità di un nuovo aumento di capitale. «Io sto ai fatti, non inseguo i rumors», ha detto Morelli aggiungendo che le indicazioni sui progressi del piano, compresa la cartolarizzazione, sono state l’unico contenuto dei suoi recenti incontri a Londra con gli investitori istituzionali. Indicazioni che hanno favorito il recupero del titolo. Il flottante limitato di Banca Mps contribuisce inoltre, secondo il manager, ai movimenti rilevanti sui corsi azionari.
Una buona parte delle quasi 11 ore di assemblea sono state necessarie per decidere su una richiesta di azione di responsabilità presentata dal socio Bluebell nei confronti degli ex vertici della banca, Profumo e Viola, per la vicenda della contabilizzazione nei vecchi bilanci delle operazioni Santorini e Alexandria. Il ministero dell’Economia, presente con il suo 68% del capitale, ha dichiarato di ritenere inammissibile la richiesta che invece è stata condivisa dal piccolo azionista e deputato M5S Carlo Sibilia. L’esponente grillino si è detto certo che l’azione di responsabilità sarà avanzata direttamente dall’azionista pubblico una volta che si sarà insediato il nuovo governo.
Dalle risposte scritte alle domande dei soci è emersa anche l’indicazione sui crediti in sofferenza verso i partiti politici, 13 in tutto e non identificati. Su 10 milioni di prestiti, quelli in sofferenza sono 9,7 anche se in gran parte sono stati ceduti con la cartolarizzazione. Via libera infine dall’assemblea anche al piano per finanziare la buonuscita del top management che avverrà attraverso l’attribuzione di azioni proprie della banca.

Gerardo Graziola

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