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Mps emette 7 miliardi di bond «garantiti»

Banca Mps ha emesso i primi bond con garanzia dello Stato. L’importo è considerevolmente più alto rispetto alle attese: secondo quanto comunicato ieri dall’istituto senese si tratta di due tranche per complessivi 7 miliardi. La prima emissione riguarda titoli per 3 miliardi con cedola pari allo 0,5% e scadenza fissata il 20 gennaio 2018. Il secondo titolo, per 4 miliardi, prevede una cedola dello 0,75% e scade il 25 gennaio 2018

L’operazione segue il decreto del governo finalizzato a garantire le obbligazioni dell’istituto senese allo scopo di ripristinare la liquidità persa nel corso del 2016. Con l’importo stabilito dunque la banca punta a recuperarne circa la metà e per l’anno in corso è previsto il ricorso a emissioni obbligazionarie per un totale di circa 15 miliardi. Nella nota Mps sottolinea che i titoli «sono stati sottoscritti interamente dall’emittente e verranno venduti sul mercato, o utilizzati come collaterale a garanzia di operazioni di finanziamento, nel corso del 2017». Evidentemente la banca intende presentarsi con il piano industriale in Bce ai primi di febbraio con una situazione di liquidità sensibilmente ripristinata.

E ieri il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta, al termine della seduta della commissione Finanze del Senato sul decreto «salva-risparmio», ha detto che «lo Stato resterà primo azionista di Mps «quanto serve. L’intervento serve a risanare e rilanciare la banca quindi non può essere di brevissima durata». Tuttavia, «una volta risanata», la banca sarà rimessa «sul mercato perché la linea del Governo non è la nazionalizzazione». Mps sarà gestita «sulla base del piano industriale» e sulla richiesta di ridurre i compensi ai manager «è la Commissione che chiede di mettere tetti». Il governo comunque è «favorevole al massimo della trasparenza, anche sulla questione degli elenchi, nel rispetto delle regole».

Sul «caso» banche e in particolare Mps è intervenuto anche il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem. «Una soluzione dovrebbe essere e sarà definita in caso di possibile vendita fraudolenta delle obbligazioni bancarie a certi clienti al dettaglio». Dijsselbloem ha ricordato come ultimamente «molta attenzione sia stata data, anche nei media, a Mps ma nello stesso tempo altre banche sono in corso di ristrutturazione o di ricapitalizzazione attraverso soluzioni private». Il ministro olandese ha citato Unicredit, «la più grande banca italiana, che attualmente sta raccogliendo circa 13 miliardi tra investitori privati». Infine, si allungano i tempi del dl banche al Senato. Il provvedimento dovrebbe approdare in aula giovedì prossimo perché la commissione bilancio è impegnata sul Milleproroghe.

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