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Mps, covered bond da un miliardo

Monte dei Paschi torna sul mercato dei covered bond con un nuovo titolo da un miliardo e Barilla si concentra sul private placement negli Usa con una emissione da 185 milioni di dollari.
L’istituto bancario approfitta delle condizioni ottimali del mercato del credito e in poco più di un mese colloca due bond. Quello di ieri inizialmente da 750 milioni di euro ha ricevuto una robusta domanda come non se vedeva da tempo per 1,6 miliardi, quanto basta per convincere l’istituto ad innalzare l’offerta a un miliardo di euro. Il rendimento del bond con scadenza 10 anni si è collocato sopra il 2% (al 2,128% pari ad uno spread di 127 punti base sul tasso midswap) e paga una cedola del 2 per cento. Alla vigilia del collocamento, Mps aveva dato come range di scadenza tra 7 e 10 anni, optando alla fina per la seconda perché poteva offrire un rendimento sopra il 2%, attirando quindi un numero superiore di investitori come è avvenuto. La domanda è stata superiore alle attese, secondo quanto riferito da una banca coinvolta nell’operazione tenendo conto che queste sono le ultime emissioni prima della fine dell’anno. «Mps non ha potuto emettere nella prima parte dell’anno perché era in ristrutturazione: ora è normale che stia ricostruendo la curva», ha aggiunto. A dare sostegno agli investitori sono state le dichiarazioni di Draghi dei giorni scorsi che non ha escluso un addizionale quantitative easing che comprenderà ancora covered bond. Il premio offerto sul BTp del titolo Mps è stato pari a 60 punti base e una cedola sopra al 2% «non si vedeva da tempo», aggiunge. Le banche centrali, compresa la Bce, attraverso la Banca d’Italia hanno sottroscritto il 39% del bond, stessa quota per i fund manager, le banche 14%, assicurazioni il 5 per cento. Nella ripartizione territoriale, l’Italia ha rappresentato il 56% delle assegnazioni, Gran Bretagna il 23%, Germania il 13%, Svizzera il 3%, Spagna il 2 per cento. Il nuovo bond ha rating A2/BBB/A. Il deal è stato curato da Barclays, Commerzbank, SocGen e Ubs.
Dall’inizio dell’anno sono state 13 le emissioni di covered bond effettuate dalle banche italiane per un controvalore di circa 10 miliardi di euro, pari al 43% del funding istituzionale delle banche italiane.
Sempre ieri Barilla ha completato il collocamento di una nuova obbligazione a investitori istituzionali statunitensi per 185 milioni di dollari con scadenza al 2027. La scelta della durata, spiega l’azienda in un comunicato, è dovuta alla ricerca di un partner di lungo periodo tra i propri finanziatori. Il gruppo Barilla continua la relazione positiva iniziata nel 2003 con gli investitori istituzionali statunitensi, effettuando la sua quarta emissione attraverso un private placement con cui ha raccolto complessivamente 885 milioni di dollari (dei quali 350 milioni sono già stati rimborsati o lo saranno entro la fine del 2015). I bond sono stati assegnati a uno spread inferiore all’1% sopra l’Euribor.

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