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Mps, corsa alla presidenza Profumo e Salvatori in lizza

di Federico De Rosa

MILANO — La corsa di Alessandro Profumo verso la presidenza del Montepaschi non sarà «in solitaria». Il nome dell'ex amministratore delegato di Unicredit sta raccogliendo consensi dentro e fuori le mura di Siena, e resta al momento il più accreditato per rilevare il testimone da Giuseppe Mussari. Nelle discussione tra la Fondazione Montepaschi e i fondi Equinox e Clessidra sarebbero stati fatti però altri nomi. Uno sarebbe quello dell'ex amministratore delegato di Unipol, Carlo Salvatori, oggi in forze alla Lazard.
I due private equity hanno firmato la scorsa settimana un accordo di riservatezza per esaminare le carte e valutare l'acquisto della quota in Mps messa in vendita da Palazzo Sansedoni. Il prezzo è certamente un elemento fondamentale, ma altrettanto lo è la governance, trattandosi di una partecipazione che potrebbe arrivare fino al 13% circa, seconda solo a quella della stessa Fondazione a cui spetta da statuto nominare metà del Consiglio di Rocca Salimbeni. Poiché l'Ente guidato da Gabriello Mancini ha già indicato per la casella dell'amministratore delegato il nome del nuovo direttore generale Fabrizio Viola, i nuovi soci vorrebbero la poltrona del futuro presidente. Profumo è il nome su cui si sarebbero trovati d'accordo Mancini, Clessidra e una parte della Fondazione. Non però la Equinox di Salvatore Mancuso. Qualcuno aveva parlato della volontà del banchiere siciliano di chiedere per sé la presidenza del Monte. Pare invece che Mancuso sia pronto a giocare la carta Salvatori, già sondato per ottenere una disponibilità a correre per la poltrona di presidente del Monte. Dalla sua oltre a un'esperienza ultratrentennale di banca, Salvatori ha anche buone conoscenze nel mondo delle cooperative, che a Siena contano e sono presenti nella compagine azionaria di Mps con Unicoop Firenze.
La candidatura di Profumo, tuttavia, al momento sembra quella più probabile, almeno a giudicare dai movimenti attorno al nome del banchiere per creare il necessario consenso. Ma anche dai movimenti di Borsa, dove la notizia del probabile approdo dell'ex banchiere a Siena ha messo il turbo al titolo Mps, che ieri ha guadagnato un altro 8,84% portando così a oltre il 100% il rialzo accumulato in meno di un mese.
L'ex amministratore delegato di Unicredit avrebbe fatto capire di essere disponibile a salire sulla poltrona più alta di Rocca Salimbeni, ma solo se con un ampio consenso degli azionisti. Quindi molto dipenderà dalla partita sulla ristrutturazione dei debiti della Fondazione e dalla strada che prenderà la partecipazione messa in vendita. Nonostante l'accordo di riservatezza firmato con Equinox e Clessidra, la Fondazione non ha tuttavia smesso di sondare altri potenziali acquirenti con l'intenzione, dicono a Siena, di collocare subito un 8% del Montepaschi a investitori privati per poi procedere, senza più pressioni, a chiudere la partita con le banche creditrici.
 

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