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Mps corre in Borsa sulle voci (smentite) dell’interesse di Bnp

A chi cercava conferma dell’alta volatilità a cui sarà condannato il titolo del Monte dei Paschi per lo meno fino alla primavera prossima, quando dovrebbe essere lanciato il nuovo aumento di capitale, ieri è arrivata una prova in più: a far impennare (e sospendere dalle contrattazioni per qualche minuto) il titolo è bastata l’analisi di un giornalista di Reuters che ha calcolato le potenziali sinergie derivanti da un’aggregazione tra Bnp Paribas e Mps. La scarsa sovrapposizione tra le reti, i benefici sul funding e le economie di scala porterebbero le sinergie a valere 3,4 miliardi di euro, pressappoco l’attuale capitalizzazione di mercato del Monte dei Paschi; di qui la conclusione: «Bnp Paribas dovrebbe pensare seriamente alla Banca Monte dei Paschi».
Ieri l’ipotesi ha subito spinto in Borsa gli ordini all’acquisto (+1,95% a 0,67 euro) tra volumi forti, pari al 2,5% del capitale, e sospensioni al rialzo; una situazione che ha spinto la Consob a intervenire in vista di una verosimile ondata di vendite, prorogando il divieto di vendere allo scoperto fino al 27 gennaio (lo stesso vale anche su Carige). D’altronde per una banca, per di più sottocapitalizzata in Borsa, ufficialmente alla ricerca di un partner può bastare poco per accendere la speculazione: Bnp Paribas, tra i grandi gruppi usciti a pieni voti dal comprehensive assessment, rientrerebbe tra i candidati naturali a un’eventuale operazione su Mps, ed evidentemente c’è chi ci crede. Tuttavia, la banca francese ha più volte smentito ogni possibile interesse: «Non siamo coinvolti su Mps, siamo unicamente concentrati sul nostro piano industriale», ha ribadito ancora la settimana scorsa Fabio Gallia, ad di Bnl, la controllata italiana di Bnp-Paribas.
Ieri, intanto, si è aperta un’insolita due giorni per il board senese. Come rivelato dall’agenzia Radiocor, ieri i consiglieri si sono riuniti a Castelnuovo Berardenga, a pochi chilometri da Siena, dove ha sede la controllata Mps Tenimenti, per parlare dei temi strategici della banca. I consiglieri si rivedranno stamattina per approvare la trimestrale: il conto economico dovrebbe evidenziare la decima perdita consecutiva, e secondo il consensus degli analisti il rosso dei nove mesi dovrebbe aggirarsi intorno al miliardo; nel terzo trimestre, invece, il risultato è atteso negativo per 576 milioni, a causa di nuovi accantonamenti (si parla di 1,25 miliardi) e oneri per la ristrutturazione legati ai licenziamenti (circa 310 milioni).
Ieri a parlare di Mps è stato anche il ceo di UniCredit, Federico Ghizzoni. Commentando il Financial Times che ha definito «imbarazzante» la banca senese, Ghizzoni ha detto di non sentirsi «affatto imbarazzato» quando parla con i colleghi in Mps, i cui vertici, ha aggiunto «dovrebbero essere ringraziati per il lavoro che stanno svolgendo».

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