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Mps corre ai ripari via libera all’aumento fino a 2,5 miliardi

Aumento di capitale da 2,5 miliardi, già coperto da un consorzio di garanzia che ha firmato un contratto di preunderwriting, altre dismissioni per 220 milioni di euro, una richiesta speciale alla Bce, che potrebbe ridurre l’importo originario dello shortfall (carenza di capitale) ma la cui decisione non avrà impatto sull’importo già annunciato dell’aumento. Infine, ulteriori misure per rafforzare il patrimonio – non quantificate dal punto di vista dell’importo – e la conferma che i Monti Bond saranno rimborsati tutti e in anticipo (l’ultima scadenza è nel 2017, per 321 milioni) dunque, per complessivi 1,07 miliardi, rimborsati in un’unica soluzione (presumibilmente a valle dell’aumento) invece che in tre tranche come era previsto nel piano di ristrutturazione approvato dalla Commissione Ue per autorizzare l’aiuto pubblico alla banca.
«Il cda ha approvato il Capital plan , siamo soddisfatti», ha detto il presidente del Monte, Alessandro Profumo, lasciando la banca a conclusione del consiglio. Ora il Capital plan dovrà a sua volta essere approvato dalla Bce; con le conferme di quanto era stato già anticipato a grandi linee domenica scorsa e senza eccesso di dettagli, nella nota di ieri, per tutto quello che esula dall’aumento di capitale in senso stretto. Che sarà fino ad un massimo di 2,5 miliardi, con diritto di opzione per i soci; sufficiente, da solo, a coprire lo shortfall registrato da Francoforte nei conti del Monte. La dimensione finale dell’aumento, spiega la banca, «sarà determinata in funzione dell’approvazione definitiva del Capital Plan da parte delle competenti Autorità».
Il Monte chiederà alla Bce di “mitigare il deficit” di 2,1 miliardi: si tratta di 390 milioni che costituiscono la differenza tra gli utili operativi stimati per il 2014 (dalla banca) e il medesimo utile stimato invece nello scenario avverso dalla Bce. Quest’ultima parte, aggiunge il comunicato della banca, resta tuttavia «interamente a discrezione delle autorità» in merito alla computabilità per la carenza di patrimonio. E’ chiaro che se la Bce accettasse di considerare l’utile operativo stimato dalla banca, i 2,5 miliardi di aumento di capitale irrobustirebbero maggiormente il patrimonio del Monte.
Per quanto riguarda la tempistica dell’aumento, spiega ancora il Monte, questo avverrà in seguito all’approvazione del bilancio; dunque, ragionevolmente da maggio (e al massimo entro luglio, cioè entro i 9 mesi di tempo dati dalla Bce). Le scommesse sono comunque per la finestra maggio- giugno. Già costituto il consorzio di garanzia: in prima fila Ubs, Citi, Goldman Sachs e Mediobanca, coadiuvati da Barclays, Bofa, Commerz, Deutsche Bank e Socgen.
Anche se il piatto forte resta l’aumento, il piano attuale prevede anche altre manovre di impatto più circoscritto: il Monte stima di incassare 220 milioni da cessioni di partecipazioni non core e attivi del portafoglio proprietario (tra cui dovrebbero esserci alcune tranche di cartolarizzazioni) mentre poi sono previste azioni più “qualitative” per migliorare l’efficacia del piano di ristrutturazione: tra le misure che si prevede di prendere c’è un ulteriore de-risking del bilancio e una gestione attiva dei crediti in sofferenza (comprese la vendita di portafogli e accordi commerciali e joint venture con operatori specializzati).
Infine, ricordando che Mps è assistita da Ubs e Citi come advisor finanziari, la banca sottolinea che i medesimi continueranno a seguire il Capital plan attuale «nonché per esplorare tutte le alternative strategiche a disposizione della banca». Molti ritengono che tra queste, a valle dell’aumento di capitale, si arriverà ad un matrimonio con un’altra banca.
Per quanto riguarda invece la proposta ricevuta nella «tarda serata del 3 novembre» da Nit Holding con base a Hong Kong (che ha detto di voler impegnare 10 miliardi per il rilancio della banca senese) Mps oggi precisa che, a suo giudizio, la corrispondenza ricevuta «non è_ caratterizzata da sufficienti elementi di chiarezza che ne consentano alcuna valutazione da parte del Consiglio di Amministrazione ».
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