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Mps, in Consob prospetto sull’Opa dei bond subordinati

Mps ha presentato alla Consob il documento relativo all’annunciata Opa volontaria sulle obbligazioni subordinate della banca, con obbligo di reinvestimento del corrispettivo in azioni dell’istituto.
È quindi il passo formale per avviare l’operazione, dopo il comunicato diffuso al termine del Cda di due giorni fa. L’offerta, avviata dal board guidato dall’amministratore delegato Marco Morelli, riguarda 4,29 miliardi di titoli Tier1 e Tier2 e potrebbe essere estesa anche ai bond «Fresh» (che hanno 1 miliardo di nominale) tecnicamente non emessi direttamente dalla banca. Proprio questa emissione, assieme a un’altra parte di obbligazioni Tier1 (per un valore complessivo di circa 1,4 miliardi), sono state rastrellate da una serie di hedge fund inglesi e americani, tra cui Attestor Capital, Bybrook Capital, Centerbridge Partners, Eton Park Fund ed Eyck Capital Management. Questi fondi puntano a ottenere un premio dall’operazione. Ma si tratta, in ogni caso, di una scommessa molto rischiosa.
Per i Tier2 il prezzo di offerta è 100% del nominale mentre per i Tier1 è 85%, oltre al rateo di interesse maturato. A seconda dell’emissione, il valore di offerta implica un premio del 25-35% sull’ultimo prezzo.
I titoli consegnati riceveranno un corrispettivo che sarà obbligatoriamente reinvestito nell’aumento di capitale al prezzo definito per l’aumento stesso. L’offerta sui bond inizierà entro fine novembre.
Per i bondholder c’è quindi l’alternativa fra aderire e assumersi il rischio «equity» e non aderire con il rischio che il complesso della ricapitalizzazione non vada a buon fine e ci sia il «bail-in».
Si tratta di un’operazione che negli ultimi giorni diversi broker e analisti hanno evidenziato per la complessità, nella quale potrebbero essere coinvolti anche 40mila possessori di bond retail.
Proprio ieri il Codacons, per voce del vicepresidente Bruno Barbieri, ha avvertito, rivolgendosi ai detentori di bond di banca Mps chiamati a valutare la conversione volontaria proposta dall’istituto, che «cambiare le obbligazioni subordinate di Mps in azioni sarebbe un’azione suicida, non avrebbe nessuna tutela».

Carlo Festa

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