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Mps, con la ricapitalizzazione la quota del Tesoro al 4%

Si terrà il 14 aprile in prima convocazione (il 16 in terza) l’assemblea “rovente” del Montepaschi. Un’assemblea unica, per approvare il bilancio (5,3 miliardi le perdite, abbastanza da rendere necessario l’abbattimento del capitale per perdite) la nuova compagine di consiglieri e, nella parte straordinaria, l’aumento di capitale da 3 miliardi.
Proprio sulle liste qualcosa comincia a muoversi: ieri, in coda al cda della banca, il presidente della Fondazione Marcello Clarich ha incontrato i rappresentanti degli altri due partecipanti al Patto (che possiede il 9% della banca) Fintech e Btg Pactual, insieme all’advisor Credito fondiario e ai cacciatori di teste. «Quando uscirà la lista avrete una bella sorpresa» ha detto ancora Clarich; scontata appare invece la conferma di Alessandro Profumo e di Fabrizio Viola: ciascun pattista singolarmente «ha già confermato la sua fiducia a Profumo e Viola: ad ora non ci sonovariazioni» aveva detto Clarich poche ore prima (e poi a fine serata ha incontrato Viola).
Tornando al consiglio della banca, il cda ha varato anche il raggruppamento delle azioni, propedeutico all’aumento di capitale: il rapporto proposto all’assemblea sarà di un nuovo titolo ogni 20 esistenti e inoltre ha stabilito quante azioni (449 milioni) dovranno essere consegnate al Tesoro come paga- mento degli interessi sui Monti Bond. Il Mef riceverà in titoli il corrispettivo di 243 milioni di euro il prossimo primo luglio: post aumento di capitale, secondo i calcoli della banca, ipotizzando che il prezzo dell’azione Mps al momento del lancio dell’aumento sia in linea con il valori attuali, al Tesoro andrà il 4% della banca. Su questa quota il Mef si è detto disponibile ad impegnarsi ad un periodo di lock up di 180 (dopo il primo luglio) per ridurre «le potenziali conseguenze negative sul titolo legate al possibile effetto di eccesso di offerta sul mercato». Dunque, per tutto il 2015 quelle azioni non saranno vendute. Infine il cda ha cooptato in consiglio Christian Whamond, argentino, al posto del dimissionario David Martinez, numero uno di Fintech. Whamond, che è dal 2012 direttore corporate credit di Fintech e direttore di Fintech Europe, resterà in carica fino all’assemblea di aprile che dovrà rinnovare il consiglio.
A questo punto la strada dell’aumento è segnata: c’è la data dell’assemblea mentre l’aumento vero e proprio dovrebbe partire tra fine maggio e giugno. Il consorzio bancario ha già pre-garantito l’aumento, mentre finora la Fondazione non ha ancora sciolto le riserve su cosa farà. La decisione, ha detto ieri Clarich, va presa «con responsabilità». Una decisione che comunque arriverà «più avanti, quando sarà più chiaro il percorso operativo», tenendo presente «che abbiamo un compito statutario che ci impone di cercare di mantenere, nel limite del ragionevole, il contatto tra Fondazione e territorio, tra territorio e Banca e tra Fondazione e Banca».
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