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Mps, Comune e Provincia mediano su Messori

FIRENZE — C’è un poker di nomi sul tavolo della trattativa per scegliere il nuovo presidente della Fondazione Mps, elezione che spetta alla Deputazione generale. Dopo due fumate nere, specchio del mancato dialogo tra le diverse anime del Pd in Comune e Provincia, e in vista della terza riunione in programma stamani, ieri i due principali enti nominanti della Deputazione generale hanno dato vita a serrati contatti nella notte. Alla candidatura dell’ex presidente dell’Authority per la privacy, Francesco Maria Pizzetti, prospettata dal sindaco Bruno Valentini, ieri se ne sono aggiunte almeno altre due. Una è l’economista della Luiss Marcello Messori, 63 anni, studioso di teorie monetarie e di governance bancaria, autore di decine di libri e pubblicazioni, già editorialista di Repubblica e Sole 24 Ore, ora al Corriere della Sera.
L’altra è il giurista bolognese Renzo Costi, 76 anni, tra i massimi esperti di diritto commerciale, ex magistrato e consigliere di amministrazione dell’Eni, “architetto” di alcune tra le principali operazioni di ristrutturazione e concentrazione del sistema bancario italiano. Nei giorni scorsi si era parlato anche dell’ex vice direttore generale di Bankitalia Pierluigi Ciocca.
Il dialogo tra Comune e Provincia è fresco e fragile, iniziato dopo il rientro dalle vacanze a Parigi del sindaco Valentini, frutto anche della mediazione svolta da altri enti nominanti. Difficile, quindi, che la riunione di stamani della Deputazione generale sia nelle condizioni di mettere la parola fine al tormentone dell’estate senese. Oggi, insomma, potrebbe essere fumata grigia. A meno che non ci si accordi o si tenti di forzare su Pizzetti, che da tempo ha offerto la propria disponibilità al sindaco renziano Valentini e ha già preso residenza in provincia di Siena come vuole lo statuto dell’Ente. Appare invece più lungo il percorso da costruire con altri papabili, che chiedono un accordo ampio e convinto sui loro nomi. Così, ad esempio, Messori. «E’ vero, sono stato contattato — ammette il professore — non ho dato la mia disponibilità ma ho risposto che, se mi verrà fatta una proposta concreta, accompagnata da una comune intesa, la valuterò e ci penserò».
L’accordo sembra per ora solo sul profilo che dovrà avere il futuro presidente, economista o giurista di livello nazionale, profilo dal quale si discosta un altro nome sbucato ieri sera dalle agenzie di stampa: Antonella Mansi, 39 anni, grossetana già al vertice regionale e vice nazionale di Confindustria, imprenditrice del settore chimico con esperienze in board bancari. E’ presidente della Federico Del Vecchio (Gruppo Bancaetruria). Per lei sembra più probabile, però, uno dei quattro posti della Deputazione ammini-stratrice. «Il nuovo presidente — ha detto nei giorni scorsi il sindaco di Siena. — dovrà svolgere un autorevole ruolo di pungolo della Banca. Se dovesse solo vendere titoli sul mercato, allora l’incarico potrebbe essere dato anche ad un salumiere». Valentini ha annunciato che chiederà ai membri della rinnovata Deputazione generale «di mettere a fuoco, carte alla mano, l’operato degli anni passati dei vertici della Fondazione per valutare eventuali azioni di responsabilità».
Ieri, infine, si è appreso che l’esposto che la Consob ha trasmesso venerdì alla Procura sulla vicenda Antonveneta e Nomura non riguarda gli attuali vertici di Banca Mps. E il Codacons, che lo ha diffuso tirando in ballo Profumo e Viola, rischierebbe la contestazione di turbativa al mercato.

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