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Mps cambia il modello

L’amministratore delegato Marco Morelli lo aveva detto: «La produttività sarà il mantra di Banca Mps nel 2019». Qualche tempo dopo la Bce, nella bozza di lettera inviata all’istituto sui risultati Srep, aveva intimato di migliorare la redditività, inferiore agli obiettivi del piano. Così Siena ha deciso di varare una revisione del modello distributivo, orientato a una maggiore vicinanza al territorio per cogliere nuove opportunità di business e una maggiore efficienza. L’obiettivo è aumentare i ricavi, che nel 2018 sono ammontati a 3,288 miliardi, in calo del 18,3% rispetto all’anno precedente.Il nome del progetto è Pegaso. Si tratta del cavallo alato della mitologia greca che, grazie alla sua vitalità e forza, dovrebbe incontrare i desiderata della Vigilanza Bce sui target di redditività al 2021. Secondo quanto riferito da alcune fonti all’agenzia MF-Dowjones, la revisione è orientata a uniformare il modello distributivo, per quanto riguarda sia la clientela al dettaglio, sia le imprese e la pubblica amministrazione.

Dai sei format attualmente presenti sul territorio si passerebbe a uno solo, che replicherebbe se stesso da nord a sud, riducendo la complessità operativa. In particolare verrebbe eliminato il modello hub&Spoke, che prevede una filiale madre dove l’operatività è completa e a 360 gradi, attorno al quale ruotano filiali satellite a servizio ridotto. Verrà identificato un gruppo di 61 filiali chiamate «Paschi Valore Top», distintive per rilevanza in termini di ricavi, di prodotto bancario lordo, per organico complessivo della filiale e per popolazione del comune e rilevanza storica. Da 38 direzioni territoriali si passerebbe a 48 per avere un maggiore controllo degli sportelli sottostanti e delle aree.

Verranno introdotte figure nuove, come quella del district manager, con il compito di monitorare una decina di filiali all’interno delle direzioni territoriali. Ci sarà una razionalizzazione dei centri pmi e soprattutto dei centri enti, che passeranno da 54 a 14.

Lo sviluppo del progetto, per il quale è stata aperta una procedura sindacale, sarà supportato da un piano gestionale dedicato a garantire programmi formativi, percorsi di riqualificazione e ad accompagnare l’ingresso delle figure nei nuovi ruoli. Attualmente non sono previsti nuovi tagli di personale al netto dell’accordo siglato a fine 2018, in base al quale usciranno 750 dipendenti su base volontaria. Entro la fine di quest’anno, inoltre, la banca senese dovrà chiudere 150 filiali, come previsto dal piano di ristrutturazione.

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