Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps: “Bond scambiati in azioni ma tutto dipende dal referendum”

Mentre l’ad Marco Morelli negli Stati Uniti cerca da una riunione all’altra – per ora senza nessun impegno formale dagli investitori – di vendere il mare di azioni Mps che la banca deve emettere per ripulirsi il bilancio dalle sofferenze, i suoi legali si affidano il “dilemma del prigioniero” per spaventare il giusto i creditori e così convincerli a convertire i loro bond in azioni nell’offerta di fine novembre, e contribuire il più possibile al rafforzamento patrimoniale da 5 miliardi.
Nei documenti per l’assemblea che il 24 novembre voterà l’operazione c’è un passaggio conciso e inedito che conferma che anche i titolari di bond “senior” (cioè a più alta probabilità di rimborso) emessi per 15 miliardi di euro di cui circa 14 nei portafogli al minuto potrebbero diventare soci. Un salto di qualità con effetti potenzialmente drammatici, non dissimili dal “salvataggio interno” (bail in) per la risoluzione ordinata delle banche in crisi, in vigore da gennaio e che chiama – nell’ordine – azioni, bond subordinati, bond senior, conti correnti oltre i 100mila euro a coprire perdite fino all’8% del passivo. «La situazione dei mercati potrebbe rendere di difficile esecuzione la raccolta di un ammontare pari a quello ipotizzato », si legge nelle carte Mps, che spiegano le reticenze dei sondaggi di questi mesi anche con «la sostanziale indisponibilità manifestata dagli investitori istituzionali ad assumere importanti decisioni su società italiane prima di conoscere l’esito del referendum» del 4 dicembre. Così la banca ha scelto, per attenuare l’emissione, di pagare in contanti gli obbligazionisti a patto che reinvestano in nuove azioni Mps. Non solo i più rischiosi subordinati, come detto il 24 ottobre: «l’eventuale acquisto» è anche per «strumenti subordinati tier 1/tier 2 e senior emessi o garantiti dalla banca », e pari a circa 21 miliardi, come chiedevano fin dall’estate le banche d’affari advisor. A Siena l’ipotesi di estendere realmente l’offerta ai senior è data per improbabile, anche alla luce dell’ascolto che negli Usa trovano i dettagli del piano strategico. Ma sui mercati la cosa ha fatto rumore: il senior da un miliardo Mps 2019, l’unico in mano agli istituzionali, ha perso l’1,77%, e ha contagiato i bond delle ex popolari Veneto e Vicenza, che presto dovranno ricapitalizzare e i loro portatori – risparmiati in primavera per l’intervento del fondo Atlante – non vorrebbero doversi immolare stavolta. Per Autonomous «tenersi tutte le opzioni aperte è una scelta prudente» per Mps, e includere i senior «non è un male in sé, anche se la sola menzione fa temere per la capacità del management di trovare i capitali necessari». Tra l’altro molti ritengono che ben pochi senior bond sarebbero scambiati in azioni essendo arduo incentivarli (trattano vicino a 100 e a 100 sarebbero convertiti, diversamente dai subordinati). C’è però anche una lettura secondaria legata alla guerra di strategie per controllare la banca, dove in prima fila premono i fondi organizzati attorno ad Attestor che hanno fatto incetta di subordinati per 1,4 miliardi nominali e chiedono di scambiarli a condizioni favorevoli. «Tra i soci, il fondo Attestor e gli eventuali nuovi soci futuri ognuno deve capire fino a che punto può spingersi – racconta un banchiere esperto -. Una conversione dei subordinati a prezzi troppo alti terrebbe lontani i futuri investitori perno: e neanche possono penalizzare troppo i soci esistenti e i consiglieri, che devono approvare i dettagli del piano». Pura teoria dei giochi. In Borsa Mps ha perso lo 0,94%, mentre Consob convocava Corrado Passera, per capire meglio i legami fra gli acquisti a razzo di ottobre e la sua proposta informale a investire 2 miliardi nel Monte con alcuni fondi.

Andrea Greco

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

TORINO — La produzione della 500 elettrica ferma i contratti di solidarietà nel polo torinese, tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Non deve essere imputata la società unipersonale. Non sulla base del decreto 231. In questo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ancora al palo la corsa agli aumenti di capitale agevolati dall’articolo 26 del Dl 34/2020...

Oggi sulla stampa