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Mps, bond per 2 mld a gennaio

Ristrutturazione del piano industriale e liquidità della banca, sono stati i temi della lunga riunione del consiglio di amministrazione, ieri a Siena, di Banca Mps. In particolare, riguardo la liquidità sarebbe confermata l’intenzione di emettere bond entro il mese di gennaio per un importo tra il milione e mezzo e due miliardi di euro.

Un’altra emissione di analogo importo tra febbraio e marzo.

Intanto, ieri è stato notificato a Banca Mps il provvedimento di concessione della garanzia dello stato a sostegno dell’accesso alla liquidità, secondo quanto ha fatto sapere il ministero dell’economia e delle finanze.

Inoltre, il Tesoro sarebbe orientato a non nominare Jp Morgan e Mediobanca come advisor finanziari del piano industriale di B. Mps. È quanto si apprende da una fonte vicina al dossier che sottolinea come l’intento sia quello di creare una discontinuità piena rispetto al recente passato della banca senese. Jp Morgan e Mediobanca erano state nominate advisor del Monte in occasione del piano di salvataggio di mercato, naufragato alla fine dello scorso anno. Secondo quanto anticipato da MF, McKinsey e Oliver Wyman sarebbero in pole position per la nomina ad advisor del Monte. Mercoledì in un’audizione al senato, Marco Morelli, a.d. del Monte ha ricordato che «Jp Morgan, Mediobanca e tutte le banche del consorzio di collocamento non hanno preso e non prenderanno un euro per il lavoro svolto nell’operazione conclusasi prima di Natale. È una condizione rinegoziata prima della conclusione dell’operazione e quindi si sono assunti il rischio». Le due banche d’affari invece dovrebbero essere della partita relativa alla cessione e successiva cartolarizzazione dei Npl della banca senese.

Riguardo la riammissione alle negoziazioni in borsa del titolo Mps «non è immediata» e sarà possibile «solo una volta che, a seguito dell’approvazione del piano industriale, sarà ripristinato un contesto informativo adeguato», ha affermato il presidente della Consob, Giuseppe Vegas, nel corso di un’audizione ieri in Senato sul decreto banche. «Riammettere a quotazione il titolo potrebbe portare a movimenti di mercato un po’ troppo repentini, direi che la riammissione non è immediata», ha aggiunto. La Consob ha mantenuto un’attività di monitoraggio «molto intensa» sull’andamento in Borsa del titolo di Monte dei Paschi di Siena e «sono in corso indagini volte ad accertare eventuali ipotesi di abuso di mercato», ha annunciato il presidente e Vegas che ha riaperto il capitolo su quanto vale davvero il Monte dei Paschi di Siena. Il prezzo delle azioni di B. Mps che saranno sottoscritte dal ministero dell’economia dovrebbero basarsi sul patrimonio netto della banca e non solo sul valore delle quotazioni del titolo, è la proposta del presidente di Consob, Giuseppe Vegas. Il decreto legge dovrebbe essere modificato con riferimento alle banche quotate, prevedendo che «la determinazione del valore delle azioni sia effettuata attraverso una valutazione, eventualmente predisposta da un esperto indipendente, in base al valore del patrimonio netto, tenuto conto anche dell’andamento delle quotazioni nell’ultimo semestre», ha spiegato Vegas aggiungendo che «con riguardo alle modalità di determinazione del valore delle nuove azioni che saranno sottoscritte dal Mef, il decreto prevede che se la banca è quotata», come B. Mps «il valore delle azioni viene determinato sulla base della media dei prezzi di chiusura delle azioni ordinarie dell’emittente nelle 30 sedute di borsa antecedenti la data che verrà indicata dal Mef nel decreto che stabilisce l’applicazione delle misure di ripartizione degli oneri».

La proposta di modifica, ha chiarito il presidente della Consob, si basa sul fatto che «l’utilizzo per gli emittenti quotati del solo prezzo di quotazione potrebbe non consentire una corretta stima del valore economico e patrimoniale». «L’andamento delle quotazioni nel periodo ipotizzato potrebbe, infatti, essere influenzato da fattori di natura speculativa, amplificati dalla volatilità del titolo, alimentata da aspettative non sempre razionali e coerenti con le informazioni disponibili sul mercato», ha proseguito.

A proposito del meccanismo di rimborso dei piccoli risparmiatori di B. Mps, «per evitare di premiare investitori che hanno operato con ottiche meramente speculative e per contenere, allo stesso tempo, gli oneri per le finanze pubbliche, si potrebbe prevedere l’attribuzione di obbligazioni ordinarie per un controvalore non superiore all’effettivo prezzo di acquisto delle obbligazioni subordinate», ha affermato Vegas precisando che dovrebbe inoltre essere chiarito «nel decreto legge, che possono partecipare alla transazione tutti gli investitori retail comunque in possesso di obbligazioni subordinate Mps, anche se tali titoli sono stati sottoscritti o sono in deposito con intermediari diversi da B. Mps. Ciò al fine di allargare la platea dei risparmiatori tutelabili e di evitare possibili contenziosi». A proposito della situazione di B. Mps, Vegas ha ricordato come la crisi della banca, cui il decreto intende dare una risposta, «ha radici lontane che affondano nell’acquisizione di Banca Antonveneta».

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