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Mps, bisogna far presto

Sul primo trimestre del Montepaschi hanno pesato le rettifiche, che hanno contribuito a una perdita netta di 244 milioni di euro rispetto all’utile di 27,9 mln di 12 mesi prima. Ma per l’a.d. uscente Marco Morelli, che ha guidato l’istituto negli ultimi quattro anni, è fondamentale constatare che Mps ha fatto un grande sforzo non soltanto sulla via del risanamento ma anche nel rilancio dell’attività commerciale. Ora bisogna guardare al futuro prossimo e, in particolare, alla stesura di un nuovo piano strategico da concordare con Bruxelles.

«Dal punto di vista operativo la banca ha dimostrato di sapersi muovere sul mercato», ha detto Morelli. «Adesso è fondamentale che l’azionista di riferimento (il Tesoro, ndr) valuti la possibilità di negoziare un nuovo piano, cercando di avere un accesso al mercato del funding più snello e veloce. Si tratta di una rinegoziazione che andrebbe fatta rapidamente e a 360 gradi. Questo è il mio commento conclusivo prima di lasciare la mia carica».

Morelli, precisando di non avere altri incarichi in vista, ha ribadito che il tema delle aggregazioni rimane centrale: «È difficile che una banca delle dimensioni del Monte possa competere da sola sul mercato nell’attività di funding, nell’accesso ai mercati e per gli investimenti da fare anche sui dipendenti». In generale, in un’eventuale fusione tra istituti delle stesse dimensioni, è fondamentale che il capoazienda sia pronto ad abbandonare e non sia di ostacolo all’operazione, come avrebbe fatto lo stesso Morelli nel caso in cui si fossero presentate opportunità interessanti.

Quanto ai dati, fra gennaio e marzo il risultato operativo netto è stato negativo per 135 milioni, a fronte del precedente valore positivo per 91 mln. I volumi di raccolta complessiva ammontati a 184,5 miliardi, in calo di 7,8 mld soprattutto a causa della flessione della raccolta indiretta. Le commissioni nette sono aumentate del 3,1% a 370 milioni. Il Cet 1 si è attestato al 13,6% dal 14,7% dello scorso dicembre. «Nella trimestrale abbiamo mantenuto un approccio cautelativo e conservativo per il possibile impatto sul deterioramento dei crediti in bonis e degli Npl derivati dalla revisione del modello», ha commentato Morelli».

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