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Mps, Bankitalia multa l’ex vertice

Mano pesante della Banca d’Italia contro il Monte dei Paschi. La vigilanza ha concluso a fine marzo la procedura sanzionatoria per oltre 5 milioni di euro contro gli ex vertici della banca senese. Ed è solo il primo dei quattro procedimenti che Via Nazionale ha aperto negli ultimi mesi, e recapiterà – con più che probabili nuove multe – a manager consiglieri e sindaci della passata gestione Mps entro fine 2013.
Il primo round segue accertamenti ispettivi avvenuti tra settembre 2011 e marzo 2012, e contesta il mancato contenimento dei rischi finanziari, carenze organizzative e nei controlli interni. Si tratta di importi particolarmente elevati, anche tripli rispetto alla norma, a causa della gravità delle fattispecie e della rilevanza sistemica della banca. A essere sanzionati sono comportamenti individuali per i quali non è previsto che la banca risponda in solido con i suoi dirigenti. Si tratta, però, di soli processi ammini-strativi; i cascami giudiziari dello scandalo Mps sono cura dei magistrati di Siena, che perseguono una teoria di reati e indagano una quindicina di persone, dall’ex vertice in giù.
Le multe comminate ieri, in seguito a «gravi violazioni» nella gestione della banca, sono all’ex presidente Giuseppe Mussari e all’ex direttore generale Antonio Vigni (superiori a 500mila euro), all’ex capo dell’area finanza Gianluca Baldassarri (unico oggi in carcere) per circa 400mila. Sono stati colpiti dalle misure di ieri tutti gli ex componenti del collegio sindacale presieduto da Tommaso Di Tanno, e tutti gli ex consiglieri Mps, in carica fino a metà 2012: quindi Ernesto Rabizzi, Francesco Gaetano Caltagirone (da febbraio 2012 gli subentrò Mario Delfini), Massimiliano Capece Minutolo, Fabio Borghi, Andrea Pisaneschi, Carlo Querci, Graziano Costantini, Alfredo Monaci, e anche i consiglieri rimasti in carica Turiddo Campaini, Frederic De Courtois, Lorenzo Gorgoni. Ci sarebbero, poi, un pugno di dirigenti della banca. In totale una ventina di persone pagheranno; la “tariffa flat” dovrebbe essere sui 200mila euro a testa.
Ma i passati gestori della banca senese travolta dallo scandalo derivati e Antonveneta sono attesi da un 2013 tutto di oblazioni. Bankitalia ha infatti aperti altri quattro procedimenti, in seguito a irregolarità emerse nei controlli ordinari svolti tra novembre 2012 e gennaio 2013. Uno contro il cda e i sindaci che a fine 2011 elargirono un bonus da 4 milioni – oltre al compenso – all’uscente Vigni, ad onta delle pesanti contestazioni che pochi mesi prima la vigilanza aveva mosso alla gestione che guidava. Il terzo giro di sanzioni riguarda le inadeguate segnalazioni alla vigilanza creditizia che cda, sindaci e dg diedero nel corso del 2011 sulle posizioni in derivati (come Alexandria e Santorini). Infine le segnalazioni di vigilanza sul bond Fresh – debito vestito da capitale – che riguardano cda, sindaci e 7-8 dirigenti del Monte e hanno dato luogo all’ipotesi di reato di ostacolo alla
vigilanza.
Via Nazionale, tra 2010 e 2012, svolse tre ispezioni a Siena con esiti critici, ma solo a fine 2011 riuscì a ottenere, via moral suasion, la rimozione dei vertici Mps. A marzo il Tesoro ha salvato la banca con un bond convertibile da 4 miliardi.

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