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Mps, Baldassarri torna in carcere dopo un solo giorno di libertà

La libertà di Gianluca Baldassarri, ex capo area finanza di Mps coinvolto nell’inchiesta sulla Banca e finora unico arrestato, è durata una notte e poche ore. Scarcerato sabato dal penitenziario fiorentino di Sollicciano, è rientrato ieri pomeriggio a San Vittore dove era stato condotto la prima volta il 14 febbraio. Un nuovo ordine di custodia cautelare chiesto dai pm senesi e concesso dal gip di Siena, Ugo Bellini, ribadisce il «pericolo di fuga e di inquinamento delle prove » del manager e sana il vizio di forma che aveva restituito a Baldassarri una libertà breve e tormentata: prima l’interrogatorio fiume di sabato pomeriggio, poi il rientro nel suo appartamento a Milano. Da qui, ieri pomeriggio, Baldassarri ha chiamato il suo difensore quando nel pomeriggio i finanzieri gli hanno comunicato il nuovo provvedimento. «Non ho neppure voglia di leggerlo» ha detto al telefono all’avvocato Filippo Dinacci, al quale è apparso «provato, oggettivamente prostrato per questo incomprensibile balletto». Il legale preannuncia il ricorso al tribunale del riesame. «Avevamo comunicato a procura e gip che avrebbero trovato Baldassarri a casa a Milano, e qui era, prova che non ha alcuna intenzione di fuggire».
Presto Baldassarri sarà probabilmente nuovamente trasferito da San Vittore a Sollicciano. La libertà è stata dunque una breve parentesi, dovuta ad un vizio di forma che il difensore di Baldassarri, Filippo Dinacci, ha fatto valere di fonte al gip di Siena. L’8 marzo il giudice Bellini aveva rinnovato la custodia cautelare concessa dal suo collega milanese il 16 febbraio, ma non aveva fissato l’interrogatorio di garanzia dell’indagato nei cinque giorni successivi. E così lo stesso gip, accogliendo l’eccezione presentata da Dinacci, venerdì sera aveva accolto la richiesta di scarcerazione di Baldassarri. I pm di Siena sono però corsi ai ripari e hanno subito presentato una nuova istanza di custodia cautelare, discussa sabato di fronte a Baldassarri libero e sulla quale il giudice si è riservato di decidere. Al gip sono bastate poche ore per ordinare un nuovo arresto di Baldassarri, concordando con i pm sul perdurare di pericolo di inquinamento di prove e di fuga, legato al fatto che il manager ha contatti, amicizie e disponibilità di immobili all’estero. E così Baldassarri è stato ricondotto a San Vittore.
Il manager è accusato di associazione per delinquere, truffa, appropriazione indebita e turbativa di mercato. E’ indicato come esponente della «banda del 5%», formata con alcuni suoi collaboratori e broker di una società milanese, che avrebbe fatto la cresta sui contratti finanziari di Mps. E soprattutto è ritenuto il regista del contratto Alexandria e delle successive ristrutturazioni con Nomura, che avrebbe fatto perdere a Mps 220 milioni di euro e non sarebbe stato correttamente comunicato alle autorità di vigilanza. Baldassarri non nega il suo ruolo, ma coinvolge i vertici della Banca. «Mi sono occupato in prima persona della ristrutturazione » ha detto in un interrogatorio davanti ai pm. «Ma ne ho sempre discusso con il direttore generale Antonio Vigni, al quale chiarivo i dettagli dell’operazione. Ne ho anche parlato, forse in due incontri, con il presidente Mussari ». Baldassarri ammette anche una parte attiva in Santorini, l’altra operazione per cui gli attuali vertici della Banca, Alessandro Profumo e Fabrizio Viola, hanno avviato azione di responsabilità contro predecessori e banche. «Nasce tra il 2002 e il 2003 — ha detto Baldassarri ai magistrati — Mi sono occupato su mandato di De Bustis (l’allora direttore generale ndr) della costituzione del veicolo Santorini, della vendita della partecipazione San Paolo, del collar con Deutsche Bank».

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