Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps, avanti sul partner

La priorità del Tesoro, primo azionista del Montepaschi, è trovare una soluzione strutturale per la banca, cioè un partner. Diversamente si procederà con il rafforzamento patrimoniale da 2,5 miliardi di euro, tutto in equity e, se le minoranze non dovessero partecipare all’aumento, interverrà il consorzio di garanzia delle banche d’affari e il ministero dell’economia non incrementerà ulteriormente la sua quota. A spiegarlo sono stati i vertici dell’istituto senese, l’a.d. Guido Bastianini e il direttore finanziario Giuseppe Sica, presentando i conti del 2020. Inoltre non c’è una tempistica relativa alla fine delle valutazioni e alla risposta di Bce e Dg Comp al capital plan e al momento non c’è sufficiente visibilità sull’operazione, condizionata dal via libera delle authority. I top manager hanno ribadito che l’aumento è 100% in equity e che non pensano all’emissione di bond subordinati. Mps ha registrato l’anno scorso una perdita d’esercizio pari a 1,689 miliardi di euro, a fronte di un rosso di 1,033 mld conseguito nel 2019. Il risultato è stato influenzato principalmente da componenti non operative (-1,305 mld) legate ad accantonamenti per rischi e oneri e dalla revisione del valore delle Dta (circa 340 milioni).

Il margine di interesse è ammontato a 1,291 miliardi (-14%). Le commissioni nette hanno rappresentato metà dei ricavi e il 53% di quelli core o altri ricavi della gestione finanziaria, pari a 197 milioni di euro, rispetto a 333 mln del 2019. Il risultato operativo netto è stato pari a -39 milioni. Escludendo le rettifiche addizionali legate allo scenario Covid, la voce è positiva per circa 300 milioni.

Le componenti non operative negative per 1,305 miliardi comprendono, tra l’altro, 984 milioni di accantonamenti a fondi rischi e oneri e 154 mlndi oneri di ristrutturazione legati a Hydra e all’esodo del personale. È stata completata l’operazione di derisking Hydra e il Gross Npe ratio si è attestato al 4,3%.

Il risultato operativo lordo nel quarto trimestre si è attestato a 144 milioni, in diminuzione del 29% su base trimestrale. Il margine di interesse è ammontato a 312 milioni, con una sostanziale tenuta della componente commerciale ma negativamente impattato dalle operazioni di derisking Hydra e dal costo della liquidità in eccesso detenuta presso banche centrali. Le commissioni sono state pari a 380 milioni, evidenziando il miglior trimestre degli ultimi due anni, in crescita del 7% su base trimestrale.

Il piano strategico è stato predisposto avendo presenti gli impegni assunti dal governo nel 2017 con riferimento al piano di ristrutturazione, che prevede di «avviare un processo di dismissione della partecipazione detenuta dal ministero nel capitale sociale di Mps, da realizzare con modalità di mercato e anche attraverso operazioni finalizzate al consolidamento del sistema bancario». Finora l’accesso alla data room è stato richiesto dal Fondo Apollo.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sarà un’altra estate con la gatta Mps da pelare. Secondo più interlocutori, l’Unicredit di And...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«La sentenza dice che non è possibile fare discriminazioni e che chi gestisce un sistema operativo...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un nuovo “contratto di rioccupazione” con sgravi contributivi totali di sei mesi per i datori di...

Oggi sulla stampa