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Mps avanti su piano e fusione

Sì a un’aggregazione bancaria, ma soltanto se sarà in grado di portare valore, e avanti tutta sulla negoziazione con la Commissione Ue per la definizione di un nuovo piano strategico per il Monte dei Paschi: sono i due tasselli centrali per il futuro della banca senese secondo il presidente uscente Stefania Bariatti. «La banca ha la forza per proseguire sul mercato, poi la validità o meno di una fusione dipenderà dal tipo di operazione», ha detto Bariatti in occasione della presentazione della Dichiarazione non finanziaria 2019. «Una fusione credo sia ancora l’obiettivo, ma bisognerà anche vedere quale sarà lo stato di turbolenza dei mercati finanziari dopo la tempesta in corso. Le aggregazioni sono utili, sarebbero preferibili per migliorare la posizione della banca. Ma dipende da quale aggregazione, e dipende anche dalla situazione in cui le banche si ritroveranno dopo questo nubifragio che si è abbattuto. Le aggregazioni sono anche la strada che aveva pensato la Commissione europea con il piano: l’uscita del governo dal capitale della banca doveva avvenire attraverso un’aggregazione. È questo probabilmente l’obiettivo, ma dobbiamo vedere complessivamente come reagirà tutto il sistema bancario dopo questa tempesta».

Quanto al nuovo piano strategico, «il mio messaggio all’azionista è simile a quello inviato nuovamente pochi giorni fa da Morelli (l’a.d. uscente, ndr). Non è da oggi che lo dico io e che lo dice l’a.d.: il piano è nato nel 2017 in un contesto completamente diverso da quello odierno, ma anche di quello degli ultimi due anni. Infatti tutte altre banche hanno modificato i loro piani, non c’è una banca in Italia che non lo abbia fatto. In quattro anni sono avvenute modifiche sostanziali, ma noi siamo sempre stati vincolati lì, penalizzati oltre il necessario».

Bariatti ha riconosciuto di essere diventata in questi anni una Montepaschina doc e non ha nascosto un «normale rammarico» per la fine del mandato: «È una banca che trascina e a cui ci si affeziona, come a tutto il suo territorio. Un po’ di rammarico c’è per forza, è normale. Si pensava si potesse garantire continuità nella presidenza e nel cda, ma l’azionista sceglie, ha delle strategie e ha fatto queste scelte».

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