Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mps, aumento sotto 6,6 miliardi Ma l’Europa chiede 5.000 esuberi

Dopo mesi di un confronto difficile fra Roma, Bruxelles e Francoforte, sul caso del Monte dei Paschi almeno su un punto emerge un orientamento comune: l’importo degli aiuti di Stato per la banca di Siena potrebbe ridursi. L’impegno del governo per salvare la banca, inizialmente stimato in 6,6 miliardi di euro (degli 8,8 chiesti dalla vigilanza europea), sembra destinato a scendere a un ammontare fra i cinque e i sei miliardi.

Non è una concessione senza contropartite, secondo quattro persone coinvolte. Non solo perché, come già previsto, gli investitori professionali dovranno partecipare al salvataggio perdendo 2,2 miliardi sul valore dei loro crediti verso la banca. Resta poi per intero l’impegno del governo a proteggere i piccoli creditori più esposti — quelli che detengono titoli subordinati — ma i criteri per rientrare nella tutela saranno applicati in maniera molto rigorosa. Inoltre, il piano di ristrutturazione dovrà ridurre i costi e il personale ben più di quanto previsto dalla banca finora. I manager di Siena avevano programmato l’uscita di altri 2.600 dipendenti (oltre il 10% del personale), dopo i 5.000 già tagliati negli anni scorsi. Ma la riduzione dei costi e del personale in discussione fra Bruxelles e Roma dovrà essere, molto probabilmente, anche più incisiva. In questo momento il negoziato è aperto e non è detto che si chiuderà sulla richiesta, discussa a Bruxelles, di altre 5.000 uscite. Ma pesa anche la frenata del giro d’affari della banca, in questi mesi di incertezza in attesa di un accordo sul salvataggio. Di certo solo con una ristrutturazione severa Bruxelles permetterà che il Tesoro ricapitalizzi Mps e ne garantisca la continuità aziendale.

Questi sviluppi arrivano dopo che la Commissione Ue, che controlla gli aiuti di Stato, ha riconciliato almeno in parte le proprie divergenze con la Banca centrale europea. Quest’ultima vigila sulla stabilità degli istituti di credito, quindi tende a chiedere che questi si dotino del maggior capitale possibile; la Commissione invece cerca di limitare i sussidi pubblici alle banche a tutela della concorrenza. Il caso di Siena per entrambe è vitale, perché fisserà un precedente su come si permette a un governo di salvare una banca senza passare dai fallimenti pilotati – con colpo di falce sui risparmiatori – previsti dalle nuove norme Ue.

Dopo mesi di incomprensioni, fra Bruxelles e Francoforte ora è emerso un compromesso. Esso si basa su un aspetto un po’ bizantino della direttiva Ue sugli aiuti di Stato alle banche: gli interventi del governo possono colmare un futuro ammanco di capitale previsto nell’ipotesi di una crisi; ma non devono coprire perdite «già sostenute o prevedibili». Quella norma in realtà rischia di diventare una foglia di fico, perché il denaro è fungibile (le perdite di ieri erodono il capitale di domani) e serve comunque per permettere un aiuto di Stato aggirando l’obbligo del fallimento previsto dalla direttiva.

Ora però questo cavillo avrà conseguenze su Mps, perché dall’aiuto del governo va tenuto fuori ciò che servirebbe a sanare le perdite «sostenute o prevedibili» di Siena. Il denaro pubblico, in altri termini, può rimediare solo la fragilità di fondo del capitale eroso da decine di miliardi in prestiti finiti in default. È per questo che ora si lavora a stimare quelle perdite «sostenute o prevedibili», anche in vista della cessione dei crediti in default della banca: l’ammontare dell’aiuto di Stato emergerà quando tutti saranno d’accordo sul peso di quelle perdite.

Quando poi la ricapitalizzazione «precauzionale» dello Stato per Mps partirà, la Bce pubblicherà i suoi nuovi «Srep» su Siena: l’esame di vigilanza che fissa i requisiti di capitale. Se la banca avrà ridotto abbastanza i costi e avrà un piano efficace per liberarsi dei crediti in default, gli «Srep» potrebbero essere compatibili anche con aiuti di Stato sotto la soglia dei 6 miliardi. Del resto, il rigore previsto nelle regole di accesso alla tutela dei creditori farà sì che questi ultimi probabilmente parteciperanno alle perdite di Mps più di quanto previsto fino a poco tempo fa.

Federico Fubini Fabrizio Massaro

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«È un falso dilemma» che la Bce abbia un solo mandato e la Federal Reserve due. Anche la Banca ce...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Un intervento normativo finalizzato a favorire il rafforzamento patrimoniale delle società di capit...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Scuola e lavori pubblici, settore residenziale e miglioramento delle norme in fatto di appalti, come...

Oggi sulla stampa