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Mps ancora in picchiata: vale meno dell’aumento

Vale ormai meno di quanto (per ora) si appresta a chiedere al mercato, il Monte dei Paschi:?ieri il titolo ha chiuso il suo lunedì nero in calo del 6,8% a quota 0,46 euro, portando il bilancio della sua ultima settimana a quasi -20 per cento.
In termini di capitalizzazione, ieri la banca di Rocca Salimbeni valeva 2,37 miliardi, dunque meno dei due e mezzo che dovrebbe raccogliere con l’aumento (già coperto da consorzio di garanzia) atteso per il 2015, a marzo o a maggio. Al punto che ormai tra gli analisti c’è chi inizia a ragionare su un possibile innalzamento dell’asticella: parte delle vendite, stando ai rumors di Borsa, sarebbe dettata infatti dal progressivo allineamento del titolo a un aumento di importo più elevato rispetto ai 2,5 miliardi contemplati dal capital plan inviato in Bce, ipotesi per il momento però smentita dal vertice aziendale.
I fattori d’incertezza
Il responso arriverà proprio da Francoforte, quando – a gennaio – è atteso il giudizio sul piano predisposto da Siena dopo la bocciatura al comprehensive assessment, che due settimane fa ha ricevuto un primo avallo. E sempre dalla Bce si aspettano istruzioni sugli accantonamenti da contabilizzare nel bilancio 2014: come dichiarato la settimana scorsa dal presidente Alessandro Profumo e riportato da Il Sole 24 Ore, di fatto “ballano” 3 miliardi di potenziali rettifiche;?cioè la differenza tra i 4,15 miliardi emersi dall’esame congiunto di Bce ed Eba e gli 1,1 miliardi già previsti dalla banca tra gennaio e settembre, coprendo quanto emerso nella credit file review della Bce. Ma considerando anche le proiezioni (projections of finding) e le svalutazioni collettive (collective provisioning review), restano ancora 3,05 miliardi di svalutazioni secondo il calcolo emerso con l’aqr:?è così che nel caso in cui dovessero finire a bilancio tutti gli accantonamenti, il rosso dell’anno potrebbe superare i 4 miliardi (era a 1,15 miliardi dopo il terzo trimestre), ma al riguardo la banca sta negoziando con la Bce, ed è possibile che ottenga uno sconto dalla Vigilanza. Ulteriore elemento d’incertezza, il fatto che il piano dovrà passare per Bruxelles, dal momento che comporta una variazione di quanto approvato dalla Commissione Ue per concedere gli aiuti di Stato (vale a dire i Monti bond).
La cessione degli Npl
Speculazioni, per ora, costruite sui tanti elementi di fluidità che circondano il Monte. Che intanto, però, ieri ha messo a segno la cessione a Fortress di un portafoglio di quasi 4mila crediti in sofferenza con un valore lordo di bilancio di circa 380 milioni, comprendente prestiti garantiti e non garantiti a medio e lungo termine;?un’operazione che va nell’ottica dell’alleggerimento richiesto proprio dalla Bce, e che ha portato la banca a cedere nel corso del 2014 complessivamente 16mila posizioni in sofferenza, con un valore lordo di quasi un miliardo.
L’ipotesi aggregazione
Sul mercato, intanto, si continua però a vendere. I?volumi restano elevati, e – paradossalmente – il flusso è per certi aspetti favorito dal divieto di short selling in vigore fino a fine gennaio, che ha cancellato persino le fisiologiche, periodiche, ricoperture di chi è abituato a muoversi allo scoperto. Secondo quanto emerge dalle sale operative, chi compra, invece, lo farebbe soprattutto speculando su un’eventuale aggregazione, ipotesi che resta sul tavolo della banca e al vaglio dei suoi advisor, Ubs e Citi: i nomi più ricorrenti, in questo caso, sono quelli di Bnp-Bnl e Santander e in Italia di Ubi, anche se per il momento tutti gli interessati si sono premurati di smentire ogni possibile interessamento.

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