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Mps, al test Consob il comunicato sui requisiti Bce

La decisione del Monte dei Paschi di comunicare, lo scorso 11 gennaio, i risultati dello Srep è passata in queste ore al vaglio degli uffici e del collegio Consob. Una scelta che non è stata sollecitata dall’Autorità, anche perchè l’entrata in vigore delle nuove regole sul market abuse e l’approvazione, nell’agosto scorso, di un decreto legislativo che ha modificato il Tuf per renderlo compatibile con il nuovo quadro normativo, hanno nei fatti ridotto i poteri della Consob in materia, riconoscendo autonomia decisionale e discrezionale agli emittenti. E in virtù di questi cambiamenti il caso della scelta di Mps potrebbe essere solo il primo di altri casi, visto che il nuovo regime normativo si applica a tutte le informazioni privilegiate, non solo lo Srep dunque, ma anche l’esito degli stress test, un domani potrebbe riguardare i livelli di Mrel (le passività elegibili per il bail in che dovranno avere i bilanci bancari) e in ogni caso ogni genere di informazione privilegiata. Dall’agosto scorso ogni emittente ha la facoltà di valutare se comunicare o no al mercato queste informazioni. Prima doveva invece consultarsi preventivamente con la Consob che poi accompagnava la società nella scelta. A dicembre Mps ha deciso di avvalersi di questa discrezionalità, scegliendo di non comunicare la lettera inviata dalla Bce. La norma prevede che lo stesso soggetto possa decidere in seguito di comunicare quelle informazioni: in questo caso deve informare contestualmente anche la Consob, che ha il potere di vagliare la scelta e valutare si abbia aspetti sospetti e in caso chiedere anche integrazioni. Questa valutazione è stata fatta nelle ultime ore: non sono stati rilevati profili problematici e non state chieste integrazioni. Al contempo, però, non è possibile non chiedersi perchè Mps abbia deciso di rendere nota la lettera della Bce lo scorso 11 gennaio, solo perchè doveva pubblicare il prospetto informativo di un’emissione obbligazionaria. Interrogativo che si sono posti anche il sistema bancario e l’associazione di categoria, perchè i malumori legati alle conseguenze della scelta di Mps non sono passati sottotraccia. Per molti banchieri, che dopo il Monte si sono trovati costretti in alcuni casi a pubblicare a loro volta l’esito dello Srep per calmare la reazione emotiva dei mercati (che hanno colpito i titoli bancari in Borsa), la decisione di comunicare è opinabile: se la norma concede discrezionalità nella scelta all’emittente, è il ragionamento, certo non vi è una disclosure da fare agli investitori quando si pubblica un prospetto. Secondo indiscrezioni, il management di Mps si sarebbe giustificato richiamando un delibera della Consob di un paio di anni fa che sollecitava la banca a rendere note le informazioni sull’esito dello Srep. Peccato, però, che quella delibera è stata superata dalle evoluzioni normative. Ieri intanto il vicepremier Matteo Salvini ieri è tornato a parlare della nomina del presidente della Consob. «L’accordo tra Lega e M5S c’è», ha detto e all’interrogativo se il nome fosse quelli di Marcello Minenna ha risposto: «Assolutamente sì».

Laura Serafini

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