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Mps accelera la trattativa con Atlante

Doppio cantiere: analisi del portafoglio e consorzio per il probabile aumento di capitale
Il doppio “cantiere” per mettere in sicurezza Monte dei Paschi di Siena va avanti. Da una parte prosegue l’analisi del portafoglio di 10 miliardi di non performing loans netti da parte degli uomini di Atlante. Dall’altra, invece, si lavora alla costituzione della cordata di banche d’affari che avrà il compito di garantire l’oramai scontato aumento di capitale che si prospetta all’orizzonte.
Una manovra “a tenaglia”, che però – come anticipato dal Sole 24Ore di sabato scorso – dovrebbe prendere forma senza il supporto pubblico. L’intero piano, infatti, sarebbe realizzato con capitali privati, nel quadro di una soluzione di mercato. Un progetto, questo, che troverebbe il consenso della Vigilanza Bce, con cui la banca basata a Siena è costantemente allineata, come dimostra l’incontro avvenuto venerdì scorso a Francoforte. Nella sede dell’Ssm si sono incontrati il ceo Fabrizio Viola e il presidente Massimo Tononi e il team di ispettori dell’Ssm. Al centro del confronto, a quanto risulta, c’era appunto la road map del piano che prevede come detto lo smaltimento dei 26 miliardi di sofferenze lorde richiesto dalla stessa Vigilanza entro il 2018. Sofferenze che, è la richiesta chiara di Francoforte, non dovranno essere cedute a prezzi troppo lontani da quelli di mercato. In questo stretto varco dovrà dunque inserirsi Atlante. Il fondo promosso da Quaestio Sgr sembra disposto ad acquistare a un prezzo medio del 28-30%. A questi prezzi, l’esborso reale per il veicolo guidato da Alessandro Penati dovrebbe aggirarsi attorno ai 2 miliardi, che si andrebbero a concentrare sulla metà delle tranche equity della maxi-cartolarizzazione formata anche da tranche mezzanine e senior (meno rischiose). Meglio ancora andrebbe qualora Atlante riuscisse a raggiungere l’obiettivo di raccolta di 3 miliardi, che è posta come asticella ideale per far partire Atlante 2, o Giasone, ovvero il braccio, interamente dedicato agli Npl, che investirà operativamente nelle sofferenze di Mps. Il tema del prezzo a cui saranno ceduti gli Npl – dossier a cui sta lavorando l’advisor di Mps, Jp Morgan – è di rilievo in verità per l’intero sistema bancario italiano. Una cessione dei crediti in sofferenza a un prezzo superiore a quello di mercato – sistema che ha già scontato una svalutazione pesante dopo il salvataggio delle 4 banche regionali – permetterebbe un repricing collettivo di tutti gli asset del settore. Con un beneficio anche per le valutazioni di tutti i titoli bancari.
Accanto al tema degli Npl, la banca guidata da Viola sta lavorando incessantemente al varo del consorzio di garanzia. Anche perchè la scadenza del 29 luglio del resto è in agguato. In quella data l’Eba alzerà il velo sugli stress test, che metteranno in evidenza una fragilità implicita della banca in uno scenario economico avverso.L’ipotesi che circola più insistentemente sul mercato è dunque di un aumento di 3 miliardi di euro, tale da riportare in equilibrio l’indice Cet 1 rispetto alle richieste della Bce. I colloqui con le banche d’affari sono in corso. E l’interesse non manca. Anche perchè la banca, sgravata integralmente dal fardello delle sofferenze, apparirebbe di colpo molto più attraente agli occhi degli investitori.

Luca Davi

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