Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Motivi economici Niente reintegra

Indennizzo («crescente con l’anzianità di servizio») per il dipendente licenziato per motivi economici, e nessuna possibilità di riavere il posto. Al contrario, la ricollocazione sarà possibile, per «alcune fattispecie», a seguito di un’interruzione disciplinare ingiustificata del rapporto, così come per casi discriminatori. Arriva, 24 ore dopo esser stata preannunciata, in commissione lavoro a Montecitorio, la «riformulazione» con cui il governo, per mano del sottosegretario al welfare Teresa Bellanova lima le norme sull’articolo 18, all’interno del disegno di legge delega sul lavoro (1428), ormai noto come «Jobs Act»; e si affievolisce, nel frattempo, il clima di contrapposizione nella maggioranza, che aveva fatto dire a Maurizio Sacconi del Ncd di esser pronto a lasciare l’organismo parlamentare al momento della votazione, perché il testo non ricalcava l’accordo raggiunto a palazzo Madama (si veda anche ItaliaOggi di ieri). Come anticipato, pertanto, la correzione dell’esecutivo fissa soltanto un risarcimento finanziario per gli addetti sollevati dall’azienda dal proprio incarico per ragioni economiche, un rimborso che, si legge, sarà «certo e crescente con l’anzianità di servizio», mentre il reintegro del posto scatterà, invece, per specifici casi di licenziamento disciplinare ingiustificato e discriminatorio. Novità, poi, anche sulla normativa sui controlli a distanza, che subisce (dopo le critiche di parte del Pd) un nuovo restyling: sarà, infatti, limitata ai controlli «sugli impianti e sugli strumenti di lavoro».

Ma si stabilisce pure un’accelerata per rendere presto operativi sia la delega, sia i decreti attuativi, giacché l’esecutivo firma il ritocco secondo cui i testi collegati al «Jobs Act» entreranno in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Non si perderà molto tempo neppure per l’avvio del contratto a tutele crescenti, poiché è proprio il ministro Giuliano Poletti a rivelare che sarà effettivo già a gennaio, entro poche settimane, cioè, dal via libera definitivo del Parlamento. Il provvedimento procede spedito verso l’approdo in Aula il 26 novembre e, in virtù delle recenti modifiche apportate, sarà necessaria la «staffetta» verso palazzo Madama per la terza lettura.

 

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Le recessioni impattano sulle pensioni future. Ma un Pil allo zero virgola fa anche peggio. Un Paese...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’efficace contrasto al fenomeno mafioso sempre più pervasivo nel tessuto imprenditoriale ed econ...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Parte la possibilità per le imprese di ottenere liquidità per un milione di euro a fronte di aumen...

Oggi sulla stampa