Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Mossa su autoriciclaggio e falso in bilancio

Alla fine — dopo quasi un mese di riletture, riscritture e limature — il testo è pronto. Il ministero della Giustizia ha ultimato le nuove norme promesse sull’autoriciclaggio e il falso in bilancio, inserite in un ampio disegno di legge intitolato «Misure volte a rafforzare il contrasto alla criminalità organizzata e ai patrimoni illeciti». Trentadue articoli tra i quali spicca il terzo, che introduce, per l’appunto, il reato di autoriciclaggio che ancora non esiste nel nostro codice penale. 
Da tempo è considerato uno dei capisaldi per la lotta alla corruzione, in modo da colpire chi reinveste i soldi ricevuti illegalmente, o chi accumula capitali «in nero» per poi impiegarli in altre attività. Adesso, se e quando il progetto governativo sarà approvato dal Parlamento, verrà perseguita anche la seconda «impresa», considerata illecita. Seppure con qualche limitazione rispetto agli annunci e alle previsioni iniziali. Nei giorni scorsi s’è parlato di un intervento concordato tra esponenti del governo e di Forza Italia per «alleggerire» le riforme su questi due capitoli; ora il testo licenziato dal Guardasigilli Andrea Orlando andrà all’esame del Parlamento e non è escluso che diventi il contenuto di un emendamento governativo ai testi già in discussione alla Camera.
Il nuovo articolo 648 quater del Codice penale suona così: «Chiunque, avendo commesso o concorso a commettere un delitto non colposo punito con la reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni, sostituisce, trasferisce ovvero impiega in attività economiche o finanziarie denaro, beni o altre utilità provenienti dalla commissione di tale delitto, in modo da ostacolare concretamente l’identificazione della loro provenienza delittuosa», rischia una pena «da due a otto anni» di carcere, oltre a una multa da 5 mila a 25 mila euro. La limitazione riguarda il tipo di reato per i quali si applicherà la nuova norma: non a tutti, ma solo a quelli puniti con una pena massima di almeno 5 anni di carcere. Il che significa escludere i cosiddetti reati minori, o di lieve entità; nelle intenzioni del governo è un modo di adeguare questa seconda punizione legata allo stesso fatto (il reato principale) alla sua gravità. La limitazione non è prevista nei testi attualmente in discussione in Parlamento, e sarebbe stata introdotta in seguito ad alcune perplessità manifestate dai tecnici del Ministero per lo Sviluppo economico.
Sempre nella logica di evitare di perseguire due volte condotte illecite considerate non troppo rilevanti, la proposta governativa prevede che «l’autore del reato non è punibile quando il denaro, i beni o le altre utilità vengono destinate alla utilizzazione o al godimento personale». In sostanza, nel caso di corruzione o concussione, viene colpito solo l’eventuale reinvestimento in altre attività economiche del denaro acquisito illegalmente; non se il corrotto o il concusso lo spende da sé e per sé. Allo scopo di favorire la collaborazione con la giustizia in questo settore, «la pena è diminuita fino alla metà per chi si sia efficacemente adoperato per evitare che le condotte previste dal primo comma siano portate a conseguenze ulteriori o per assicurare le prove del reato e l’individuazione dei beni, del denaro e delle altre utilità oggetto, profitto, prezzo o prodotto del delitto».
Sul falso in bilancio si reintroduce la procedibilità d’ufficio, di fatto abolita dalla riforma del 2001 fatta dal governo Berlusconi, tranne alcune eccezioni. Si continuerà a procedere a querela «della società, dei soci o dei creditori» per le piccole imprese. Inoltre, «il fatto non è punibile se le falsità o le omissioni non hanno determinato una alterazione sensibile della rappresentazione della situazione economica, patrimoniale o finanziaria della società o del gruppo al quale essa appartiene».
Insieme ad altre norme come l’inasprimento delle pene per associazione mafiosa, il disegno di legge allarga la punibilità per la falsa intestazione dei beni (che colpisce i cosiddetti prestanome) e la possibilità di confisca dei beni anche in settori finora esclusi come il traffico illecito di rifiuti.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Il progetto di fusione tra Fiat-Chrysler (Fca) e Peugeot-Citroën (Psa) si appresta a superare uno d...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Davanti alle piazze infiammate dal rancore e dalla paura, davanti al Paese che non ha capito la ragi...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Erogazioni in crescita l’anno prossimo per Compagnia di San Paolo, nonostante lo stop alla distrib...

Oggi sulla stampa