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Morgan Stanley dimezza i profitti

Si è conclusa ieri su una nota negativa la stagione dei profitti bancari trimestrali a Wall Street. A differenza dalle sue cinque maggiori concorrenti, la Morgan Stanley ha deluso anche se di poco le aspettative degli analisti e riportato un tonfo del 50% nei profitti netti a 591 milioni di dollari, trascinati al ribasso dal cattivo andamento delle attività di investment banking. Wall Street, dove non si è ancora dissipato il nervosismo dopo la testimonianza del governatore Ben Bernanke in Parlamento questa settimana, ha punito la banca Usa con un ribasso del 5% delle quotazioni.
I conti della Morgan Stanley hanno risentito di due batoste durante lo scorso trimestre: un downgrade di due livelli della Moody’s Investment Services, e le polemiche che hanno avvolto il debutto in Borsa di Facebook, le cui quotazioni sono scese del 27% nel primo giorno di contrattazioni. Il downgrade in particolare ha costretto la banca ad accrescere di 3,7 miliardi di dollari le garanzie sull’indebitamento, ma questa cifra potrebbe salire a 6,3 miliardi di dollari. Questi due fattori, oltre che l’indebolimento dell’economia americana ed europea, ha pesato sulla valutazione di mercato della Morgan Stanley nei primi sei mesi dell’anno. A differenza di tutte le sue dirette concorrenti, la Morgan è l’unica grossa banca il cui valore di mercato è sceso nel periodo gennaio-giugno, del 7,5%.
Nel secondo trimestre del 2012 il giro d’affari è diminuito del 24% a 6,95 miliardi. La flessione è stata particolarmente pronunciata nella divisione dell’investment banking (-37% a 3,23 miliardi); le attività di trading nel reddito fisso sono scese da 1,9 miliardi a 770 milioni di dollari, mentre il trading nel settore azionario è calato da 1,8 a 1,1 miliardi.
La Morgan ha annunciato un nuovo round di licenziamenti che porterà alla riduzione della forza lavoro del 7% entro la fine dell’anno. Le sue previsioni sul futuro inoltre non sono incoraggianti: l’indebolimento dell’economia Usa e la crisi finanziaria europea continueranno a mantenere basso il volume di emissioni azionarie ed obbligazionarie delle aziende.
Benché la Morgan sia stata l’unica a riportare profitti inferiori alle previsioni oltre a un calo del fatturato, anche tutte le altre banche hanno annunciato licenziamenti e hanno visto scendere il giro d’affari nel secondo trimestre ad eccezione della Wells Fargo. La Wells Fargo è l’unica banca che deriva la maggior parte del suo fatturato dalle attività bancarie tradizionali, ovvero la raccolta di depositi e l’erogazione di prestiti. La JP Morgan è stata l’unica a non tagliare l’occupazione, ma è stata anche quella a dover assorbire la perdita straordinaria di 6 miliardi di dollari nel recente scandalo dei derivati.

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