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Moretti, piano per salvare i trasporti

Milano – Non solo un cambio di manager. La scelta del premier Renzi di nominare Mauro Moretti alla guida del colosso di Stato Finmeccanica, 70 mila dipendenti tra holding e controllate, nasce anche dalla necessità di un cambio di strategia industriale. Non ci sarà più l’addio al settore trasporti, così come previsto dal Piano industriale dell’amministratore delegato uscente Alessandro Pansa, ma il possibile rilancio di un polo nazionale del settore. Niente uscita dal business ferroviario, con la cessione di Ansaldo Breda e Ansaldo Sts, ma il loro recupero industriale attraverso un partner internazionale. Guardando, con tutta probabilità alla Cina.
Le ipotesi circolate già all’indomani dell’arrivo a Finmeccanica del manager che ha risanato i conti di Ferrovie Spa hanno avuto una conferma nelle parole di Fabrizio Landi, uno dei nuovi membri del cda del gruppo di via Montegrappa, nonché uno dei consiglieri più ascoltati del presidente del Consiglio. «Chiederò a Moretti di rivedere la questione della vendita di Ansaldo Breda alla luce di una verifica approfondita che nessuno meglio di lui può fare». Una dichiarazione rilasciata al quotidiano locale Corriere Fiorentino e che ieri ha fatto subito il giro dei palazzo romani.
Fiorentino come il presidente del Consiglio, Landi ha lavorato a lungo per la divisione biomedicale di Ansaldo a Genova. E quando negli anni Novanta Finmeccanica decise di vendere, assieme a Carlo Castellano rilevò il gruppo fondando Esaote e facendola diventare uno dei leader mondiali. Dal 2013 torna a Firenze per dedicarsi a start up del settore e appoggiare Renzi alle primarie.
La Toscana, del resto, è il cuore di tutta la vicenda. Ansaldo Breda, specializzata nella fabbricazioni di treni e locomotori e fornitore del Frecciarossa, da anni con i conti in perdita, ha la sua sede a Pistoia. Ed è la principale fonte di sostentamento economica della città. Tanto è vero che contro la vendita si è schierato il Pd, partito che in questi anni ha sempre sostenuto Moretti. Un fronte che ha un esponente di peso nel governo, come il ministro della Difesa Roberta Pinotti.
Con lo stop al piano di vendita ora potrebbe ripartire il progetto cui ha lavorato l’amministratore delegato Maurizio Manfellotto, ma che non era gradito a Pansa: trovare un socio industriale per il rilancio del gruppo. Tornerebbe così in auge la proposta avanzata nel febbraio scorso dai due colossi dei trasporti cinesi, China Cnr e Insigma, a quanto pare disponibili a salvaguardare gli stabilimenti.
Il cambio di rotta ai vertici di Finmeccanica, che l’altro giorno aveva spaventato il mercato con un calo dei titoli in Borsa di oltre cinque punti percentuali, sembra già in parte rientrato, visto che ieri il titolo ha recuperato il 2,36 per cento.
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