Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Moretti-Peroni, la sfida globale della birra

Prima di guidare il secondo produttore al mondo di birra (70 mila dipendenti, 60 miliardi di capitalizzazione di borsa), Alan Clark ero uno psicologo. «Ma ho lasciato questo campo negli anni 90» si è giustificato il ceo di SabMiller in un’intervista al Financial Times in cui si lamentava della diffidenza delle persone che passano davanti alla sua scrivania. «Mi sta analizzando — mi chiedono spesso. Ma come potrei?». Nella stessa intervista Mr Clark commentava l’ennesima indiscrezione su un possibile matrimonio con ABInbev, produttore di Budweiser e primo colosso mondiale della bionda. «Il nostro focus è la crescita» aveva tagliato corto Mr Clark evidenziando i costi di un’operazione di quel tipo e le conseguenze in termini di «distruzione di valore». 
Ieri la multinazionale sudafricana che produce Peroni, Pilsner Urquell e un totale di 200 marchi, si è rifiutata di commentare ulteriori voci di trattative in corso diventate ancora più insistenti rispetto al passato. Soprattutto perché il fascicolo delle grandi acquisizioni dei colossi della birra (fermo ormai al 2008 quando InBev ha acquisito Anheuser-Bush per 52 miliardi) si è arricchito di un nuovo faldone: il tentativo, da parte della multinazionale sudafricana (ora con sede Uk) guidata dal manager con in tasca un dottorato in psicologia clinica, di acquisire la Heineken di Birra Moretti. SabMiller ha presentato infatti un’offerta per prendersi la società olandese. Offerta che la famiglia Heineken ha gentilmente rifiutato giudicandola «impraticabile». «Abbiamo informato SabMiller della nostra intenzione di preservare l’indipendenza e l’identità Heineken» hanno spiegato in una nota ufficiale gli olandesi. Anche se la storia insegna che non è affatto escluso che la porta chiusa ai sudafricani possa riaprirsi.
La mossa di SabMiller (nata come fornitore di birra per i lavoratori delle miniere d’oro nel XIX secolo) è stata interpretata come una difesa dal potenziale takeover della rivale belga ABInBev (Stella Artois, Beck’s, Budweiser) guidata dal brasiliano Carlos Brito. Acquistando Heineken, SabMiller avrebbe infatti aggiunto oltre 25 miliardi di dollari al proprio fatturato e fatto salire la sua quota di mercato al 18,8%. Avvicinandosi al 19,7% detenuto dalla concorrente belga che, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal , starebbe già trattando con le banche per il finanziamento dell’acquisizione SabMiller. Un’operazione che dovrebbe fare i conti con l’Antitrust ma che potrebbe valere 122 miliardi di dollari e che metterebbe insieme quasi la metà degli utili della birra a livello mondiale.
Forse in questa partita, un dottorato in psicologia può tornare utile.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Sono sessantasei i fascicoli di polizze infortuni in favore dei dirigenti di cui si sono perse le tr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Questo shock senza precedenti potrebbe causare qualche vittima tra le banche». Un Ignazio Visco i...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

«Non sarà possibile avere il Recovery Fund in funzione dal primo gennaio 2021 e anche il Bilancio ...

Oggi sulla stampa