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Morellato e Furla: licenza da 25 milioni per i nuovi orologi

L’idea di licenza, almeno quella comunemente accettata, non li convince fino in fondo. Massimo Carraro ed Eraldo Poletto, ceo di Morellato e Furla, preferiscono parlare di «partnership creativa», in cui «il fatturato e le royalties sono importanti, ma vengono dopo la qualità del prodotto e l’arricchimento reciproco in fatto di competenze e di conoscenza delle tecniche di branding».
Non sono manager facilmente inquadrabili, Poletto e Carraro (che di Morellato è anche proprietario): in comune hanno – fatto non molto diffuso in Italia – una visione di medio-lungo periodo dei rispettivi business e forse per questo sembrano calmi e persino ottimisti per il 2016, nonostante gli scossoni finanziari (e non solo) con i quali si è aperto l’anno. «Borse, quotazioni del petrolio e delle altre materie prime, incertezze valutarie e crisi geopolitiche sono tutte cose che non potrò mai controllare né prevedere – spiega Poletto, alla guida dell’azienda bolognese di pelletteria dal 2010 –. L’universo in cui posso muovermi a mio agio è quello del prodotto e del suo rapporto con il cliente e su questo ci siamo trovati in totale sintonia con il Morellato».
«In Italia siamo leader, ma nel mondo ci confrontiamo con dei giganti: l’unico modo per restare competitivi è puntare su know how, creatività, forza del made in Italy – aggiunge Carraro – Sia io sia Edoardo siamo maniaci di numeri: studiamo tutto, ma poi cerchiamo di farci guidare dall’istinto e dal cuore». Il risultato di questa affinità elettiva è una collezione di orologi da donna Furla by Morellato (quelli da uomo arriveranno nel 2017) che verrà presentata a Baselworld , la più importante fiera dell’orologeria al mondo, che si terrà a Basilea dal 17 al 24 marzo. L’entry price sarà di 150 euro ma si arriverà a 400, per una licenza che «in cinque anni dovrebbe portare a un fatturato di 25 milioni », ha precisato Carraro.
La distribuzione sarà triplice: «Ci sarà uno spazio dedicato in tutte le nostre boutique e sul canale e-commerce – ha spiegato Poletto – ma pensiamo anche a capsule collection per i flagshipstore più importanti, come quello di corso Vittorio Emanuele a Milano». «Baselworld ci servirà per siglare ulteriori accordi di distribuzione wholesale, soprattutto all’estero. Furla è già fortissimo in Giappone, per quanto riguarda i mercati non occidentali – ha aggiunto Carraro –. Noi possiamo dare un grande contributo grazie ai contatti che abbiamo in Medio Oriente, dove sta crescendo l’offerta di prodotti premium, di lusso accessibile», Il tema del pricing è oggi attualissimo, persino per molti marchi del lusso “assoluto”.
«Credo che il successo delle borse e accessori Furla, azienda che continua a crescere a due cifre, si spieghi con la creatività e con il rapporto qualità-prezzo: i consumatori di tutto il mondo, lo considerano corretto, non solo dal punto di vista economico, ma pure, lasciatemelo dire, da quello etico», conclude Poletto. «Penso sia finita la corsa al rialzo che per molti anni ha caratterizzato l’Asia – conferma Carraro –. Oggi i consumatori, specie i giovani, che sono il futuro dei nostri business, cercano creatività, originalità, credibilità. Ma al giusto valore».
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