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Moratorie in frenata, cresce la richiesta di prestiti garantiti

Si riduce ancora l’ammontare dei prestiti in moratoria, da 157 miliardi di fine aprile a 142 miliardi rilevati dalla Banca d’Italia lo scorso 7 maggio e comunicati ieri dalla Task Force sulla liquidità.

E di pari passo da inizio maggio ha ricominciato a crescere il ritmo delle richieste dei prestiti garantiti, che al 18 maggio aveva superato quota 168 miliardi, con un incremento di 8 miliardi. I prestiti garantiti da Sace hanno raggiunto 23,6 miliardi.

L’aumento degli ammontari deliberati per l’erogazione ha segnato una significativa escalation: da importi complessivi giornalieri di 300-400 mila euro di fine aprile si è passati a variazione giornaliere superiori al miliardi di euro a partire dal 6 maggio in poi. Anche il numero delle domande si è impennato nel corso della prima metà di maggio: da una media giornaliere oscillante tra 2 e 6 mila domande, dal 6 maggio si sono visti volumi attorno alle 20 mila domande con picchi fino a 35 mila al giorno.

«Stiamo registrando numeri rilevanti con un’accelerazione dei prestiti a maggio – commenta Antonio Patuelli, presidente dell’ Abi -. Un andamento che va collegato all’inizio di una ripresa, a una pandemia che è più lunga delle previsioni e a una stagionalità che inizia con prospettive positive concrete».

Tornando ai dati sulle moratorie diffusi dalla Task Force della quale fanno parte ministero dell’Economia e delle finanze, ministero dello Sviluppo economico, Banca d’Italia, Abi, Mediocredito Centrale e Sace, colpisce un aspetto in particolare: le posizioni chiuse ad oggi sono ormai quasi tutte le sospensioni concesse in base agli accordi sottoscritte tra Abi e associazioni imprenditoriali o associazioni dei consumatori. Nella sostanza di questo tipo di moratorie sono rimaste in essere posizioni per 25 miliardi. Tutto il resto, ovvero operazioni per 121 miliardi, è relativo alle sospensioni garantite dallo Stato, la cui scadenza è destinata a essere prorogata con il decreto Sostegni bis da fine giugno al 31 dicembre 2021.

Proprio questa differenza di andamenti tra le due tipologie di moratorie, quelle garantite e quelle su base volontaria, è nata l’esigenza di porre una sorta di deterrente su quelle con garanzia: l’obbligo a carico del richiedente di comunicare alla banca entro il 15 giugno l’intenzione di andare avanti con la sospensione. Nel caso degli accordi su base volontaria una volta che il primo periodo di moratoria arriva a scadenza accade che non viene rinnovato dall’istituto di credito, a meno che non ci siano situazioni particolarmente gravi che impediscono il pagamento.

Sempre ieri Fabio Panetta, membro dell’Executive Board della Banca Centrale Europea, ha partecipato al comitato esecutivo dell’Abi, presieduto da Patuelli, nell’ambito degli incontri regolarmente organizzati dall’Associazione.

Dopo un breve richiamo alla situazione economica europea nella fase successiva allo shock Covid-19, si legge nella diffusa ieri dall’Abi, Panetta ha illustrato il progetto dell’euro digitale e i possibili riflessi sui settori bancario e finanziario.

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