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Moratorie al test di convenienza

Estensione automatica della moratoria prevista dal dl Cura Italia a 2021 e accordo Abi per la sospensione fino a 24 mesi in scadenza a fine anno: sono le opzioni sul tavolo delle imprese in crisi di liquidità. Grazie al decreto legge 14 agosto 2020, n. 104, il cosiddetto dl Agosto, la moratoria sui prestiti istituita a seguito dell’emergenza Covid-19 è stata estesa automaticamente al 31 gennaio 2021, rispetto al precedente termine del 30 settembre 2020. È invece in via di esaurimento, salvo proroghe o nuovi accordi, l’accordo Abi per il credito che prevede una sospensione dei finanziamenti fino a 24 mesi; le istanze di accesso alla moratoria, a oggi, possono essere presentate solamente fino al 31 dicembre 2020. Le imprese interessate a sfruttare entrambe le opportunità, quindi, dovranno anticipare le strategie rispetto alla scadenza della moratoria automatica, salvo proroghe dell’accordo Abi. Tuttavia, mentre la moratoria prevista dal dl Cura Italia non concede sostanzialmente discrezionalità all’istituto finanziatore, l’accordo Abi lascia alla banca il potere di rifiutare l’operazione di sospensione.

La moratoria Covid-19 dopo il dl Agosto. Le piccole e medie imprese che hanno aderito alla moratoria prevista dall’art. 56 del dl Cura Italia vedranno automaticamente spostata la scadenza della sospensione dal 30 settembre 2020 al 31 gennaio 2021. La proroga è effetto dell’articolo 65 del dl Agosto. La moratoria riguarda le aperture di credito a revoca e per i prestiti accordati a fronte di anticipi su crediti esistenti per le quali gli importi accordati, sia per la parte utilizzata sia per quella non ancora utilizzata, non possono essere revocati in tutto o in parte. Riguarda anche i prestiti non rateali con scadenza contrattuale prima della scadenza della moratoria che sono prorogati, unitamente ai rispettivi elementi accessori e senza alcuna formalità, fino al 31 gennaio 2021 alle medesime condizioni. Infine, la moratoria riguarda i mutui e gli altri finanziamenti a rimborso rateale, anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, in relazione al pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 31 gennaio 2021 che saranno sospesi sino a tale data. In questo caso il piano di rimborso delle rate o dei canoni oggetto di sospensione viene dilazionato, unitamente agli elementi accessori e senza alcuna formalità, secondo modalità che assicurino l’assenza di nuovi o maggiori oneri per entrambe le parti, inoltre viene data la facoltà alle imprese di richiedere di sospendere soltanto i rimborsi in conto capitale. Per accedere alla moratoria, le imprese hanno dovuto dichiarare di aver subito in via temporanea carenze di liquidità quale conseguenza diretta della diffusione dell’epidemia da Covid-19. Grazie alle novità del dl Agosto, le imprese già ammesse alla moratoria otterranno la proroga automatica delle misure al 31 gennaio 2021 senza bisogno di espletare alcuna formalità. Diversamente, laddove non volessero prolungare la sospensione oltre il 30 settembre, dovranno rinunciare espressamente con formale comunicazione da far pervenire al soggetto finanziatore entro il termine del 30 settembre 2020. Le operazioni per le quali le imprese non hanno ancora beneficiato della moratoria potranno, invece, essere ammesse fino al 31 dicembre 2020. È il caso, per esempio, dei prestiti non rateali con scadenza contrattuale successiva al 30 settembre 2020 e fino al 31 gennaio 2021, i quali non erano ammessi alla prima moratoria introdotta dal dl Cura Italia, ma entrano ora, tra le operazioni sospendibili grazie al nuovo decreto legge.

L’accordo Abi in scadenza. La misura prevede la possibilità, per le banche e gli intermediari finanziari aderenti, di sospendere il pagamento delle rate dei finanziamenti. Possono chiedere l’applicazione della misura le micro, piccole e medie imprese (pmi) operanti in Italia, così come definite dalla normativa comunitaria, appartenenti a tutti i settori. Le pmi, al momento di presentazione della domanda, non devono avere posizioni debitorie classificate dalla banca come esposizioni non-performing, ripartite nelle categorie delle sofferenze, inadempienze probabili, esposizioni scadute e/o sconfinanti deteriorate; tuttavia, grazie a una modifica dell’accordo intervenuta in conseguenza dell’emergenza Covid-19, possono comunque accedere anche le imprese con posizioni deteriorate, a condizione che fossero in bonis alla data del 31 gennaio 2020. Le rate possono essere già scadute (non pagate o pagate solo parzialmente), ma da non più di 90 giorni alla data di presentazione della domanda. Le richieste di attivazione della misura potranno essere presentate dalle imprese fino al 31 dicembre 2020. La sospensione è applicabile ai finanziamenti a medio lungo termine (mutui) anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie, e alle operazioni di leasing, immobiliare ovvero mobiliare. Nell’effettuare l’istruttoria, le banche si «attengono al principio di sana e prudente gestione», nel rispetto delle proprie procedure e ferma restando la loro autonoma valutazione.

Le valutazioni da operare entro il 30 settembre ed entro il 31 dicembre 2020. Stante, comunque, l’attuale impostazione, le imprese dovranno iniziare a valutare sin d’ora la convenienza di vedersi prorogare al 31 gennaio 2021 la sospensione delle operazioni già beneficiarie della moratoria fino al 30 settembre 2020; tale valutazione, da effettuare entro il 30 settembre 2020, potrebbe non essere scontata per quelle imprese che, risolta nel frattempo la crisi di liquidità, potrebbero non avere interesse a un prolungamento della sospensione.

Le imprese dovranno anche valutare l’eventuale adesione ex-novo per quelle operazioni che non rientravano nella precedente moratoria, come per esempio i prestiti non rateali in scadenza nel nuovo periodo aggiunto dal dl Agosto; questa valutazione va effettuata entro il 31 dicembre 2020. Infine, sempre entro quest’ultima scadenza, in assenza di eventuali proroghe da parte dell’Abi, le imprese dovranno valutare la richiesta di adesione alla sospensione fino a 24 mesi dei finanziamenti, pur considerando che questa sospensione prevede un’istruttoria da parte della banca.

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