Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Moratorie, a giugno la metà rinuncerà alla proroga

Restano ancora cinque giorni per richiedere alla banca la proroga della moratoria garantita dallo Stato sui mutui. Il decreto Sostegni bis prevede che per prolungare la sospensione al 31 dicembre sia necessario comunicarlo all’istituto di credito, anche con una mail, entro il 15 giugno a fronte della scadenza prevista a fine mese.

Eppure, nonostante il fatto che la proroga delle moratorie sia prevista dalla legge, questa volta la scelta di continuare ad avvalersi del beneficio non sarà indolore. E questo fa ritenere al mondo bancario che almeno due terzi di coloro che tuttora hanno sospensioni garantite in essere, oltre un milioni di imprese per un importo complessivo di 121 miliardi di euro, ricominceranno a pagare a partire dal primo luglio. Dunque, dovrebbero restare in piedi circa 300 mila pratiche per un valore di 40 miliardi.

La questione dirimente in questa fase sono le facilitazioni che l’Eba aveva consentito nei mesi scorsi, sospendendo l’obbligo di riclassificazione dei crediti in moratoria al primo stadio di Npl proprio per gli effetti diffusi della pandemia. Il venir meno di quelle eccezioni comporta ora, in concomitanza con la scadenza del 30 giugno, che le banche siano obbligate a passare al setaccio ogni singola posizione che vuole prolungare la sospensione. Il punto è che, considerata anche la fase di uscita dall’emergenza, si tenderà a considerare da riclassificare tutte le posizioni che mantengono la sospensione.

In alternativa le banche stanno proponendo soluzioni per chi vuole ricominciare a pagare ma è ancora in difficoltà. Sono le operazioni di ristrutturazione dei crediti attraverso le quali viene allungata la durata del prestito, con conseguente riduzione della rata, e se serve erogata nuova finanza. Queste operazioni in teoria possono beneficiare ancora fino a fine dicembre delle garanzie pubbliche sui prestiti. Ma anche qui ci sono aspetti di incertezza pendenti. In teoria può essere portato sotto garanzia un prestito ristrutturato con durata fino a 10 anni, rispetto ai 6 attuali. Ma la questione è che la Commissione europea non ha ancora dato il via libera alla possibilità di allungare le garanzie pubbliche da 6 a 10 anni e tuttora il confronto tra il ministero dell’Economia e la Commissione europea è in corso, con la speranza di ottenere un responso la prossima settimana. Peraltro la Ue deve autorizzare anche la stessa proroga al 31 dicembre delle moratorie.

Dunque, si può fare la ristrutturazione ma non è ancora detto che la nuova durata benefici della garanzia pubblica. Anche qui ci sono poi le forche caudine dell’Eba: se l’onere aggiuntivo per la banca (in termini di rischio) determinato dalla ristrutturazione supera l’1% del valore del finanziamento preesistente, l’esposizione va riclassificata al primo stadio di Npl. In molti casi si riesce a stare sotto quella soglia, anche per via dei tassi di interesse bassi e per i finanziamenti che hanno una durata residua non lunga. Ci sono però molte situazioni che rischiano di ricadere invece nella riclassificazione e spesso, come si suol dire, finisce per piovere sul bagnato. Le ristrutturazioni possono essere più costose, e dunque passibili di riclassificazione, per i settori che hanno sofferto di più a causa della pandemia. Tra questi il comparto alberghiero, l’edilizia e l’agricoltura perchè nella gran parte dei casi avevano in essere finanziamenti di lunga durata.

Proprio per questo motivo l’Associazione bancaria continua a sollecitare le istituzioni, in realtà in piena sintonia con la Federazione bancaria europea e dunque con le banche degli altri paesi Ue, affinchè la soglia dell’1% per cento sopra citata per le ristrutturazioni sia riportata al 5% come era prima del giro di vite introdotto con le nuove definizioni di default entrate in vigore lo scorso primo gennaio.

Print Friendly, PDF & Email

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Nel governo stiamo ancora ragionando.Ci sono Paesi, come quelli del nord Europa, che hanno fissat...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ennesima ripartenza per “l’araba fenice” d’acciaio. Probabilmente l’ultima, l’ultim...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Sulla prescrizione, tra Cartabia e Bonafede, un accordo si sta profilando come possibile. Può regg...

Oggi sulla stampa