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Moody’s toglie la tripla A alla Francia

PARIGI — Moody’s declassa la Francia: il suo rating passa dalla tripla A a «AA1» con previsione negativa, quindi il voto potrebbe scendere ancora nei prossimi mesi. Dopo Standard and Poor’s a inizio anno, anche Moody’s toglie quindi quella «AAA» che aveva aiutato Parigi a raccogliere denaro molto facilmente sui mercati e a finanziare il debito pubblico a tassi talvolta addirittura negativi.
Una situazione di favore che già appariva pericolante a causa dei dati poco incoraggianti dell’economia, sottolineati dalle malcelate preoccupazioni della Germania e da un’altra delle celebri copertine antifrancesi dell’Economist, che nell’ultimo numero ha definito la Francia come «una bomba a orologeria nel cuore dell’Europa». Le motivazioni di Moody’s mettono in fila tutte le critiche più ricorrenti: «Perdita di competitività graduale ma continua», «rigidità del mercato del lavoro, dei beni e dei servizi», «diminuzione della possibilità della Francia di resistere a possibili nuovi choc della zona euro, perché i suoi legami commerciali o bancari con i Paesi fragili dell’Unione monetaria sono troppo importanti». Il ministro delle Finanze, Pierre Moscovici, ha reagito con la sua consueta calma, scegliendo la scorciatoia classica: colpa degli altri. «L’abbassamento del rating della Francia è una sanzione della gestione passata — ha detto Moscovici — che incoraggia il governo a mettere in pratica rapidamente le riforme annunciate». A dire il vero, le perplessità degli analisti e degli alleati, soprattutto tedeschi, si concentrano sul fatto che quelle riforme annunciate sembrano insufficienti: il mercato del lavoro resta troppo rigido e provoca l’enorme perdita di competitività dell’industria francese, che negli ultimi dieci anni ha perso un milione di posti di lavoro; e le «35 ore settimanali di lavoro» sono un totem che la sinistra al potere non ha alcuna intenzione di intaccare. Delle tre grandi agenzie di rating ormai solo Fitch (di proprietà del francese Marc Ladreit de Lacharrière) assegna ancora la tripla A alla Francia.
La giornata di ieri era peraltro cominciata in modo positivo per le economie europee, con le Borse fiduciose in un accordo durante la riunione di oggi dell’eurogruppo sugli aiuti alla Grecia, e con l’ottimismo del presidente americano Obama su una soluzione del braccio di ferro fra amministrazione Usa e Congresso sul cosiddetto precipizio fiscale. Piazza Affari ha guadagnato il 3,05%, Parigi il 2,93%, Francoforte il 2,49% e Londra il 2,36%. Ieri poi il presidente della Bundesbank Jens Weidmann ha rilanciato la vigilanza bancaria europea, chiedendo però per i grandi Paesi — e quindi la Germania — un peso maggiore, in linea con la loro importanza.

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