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Moody’s scommette sulle riforme “Con Draghi prospettive migliori”

Sforzi concentrati su Recovery Plan, decreto Ristori con soluzioni, presumibilmente, «più mirate». Il ministro dell’Economia Daniele Franco, ieri al battesimo del fuoco “da remoto” all’Eurogruppo di Bruxelles, ha tenuto un apprezzato discorso senza tuttavia annunciare il programma dell’Italia, che slitta all’appuntamento di marzo: una decisione presa perché la riunione si tiene prima del voto di fiducia del Parlamento. Continuano comunque ad arrivare segnali positivi dai mercati sul previsto cronoprogramma del nuovo governo: Moody’s, l’agenzia di rating che nelle settimane scorse aveva minacciato un declassamento dell’Italia per i ritardi e la qualità del Recovery Plan, ha parlato in un report di «prospettive che migliorano con Draghi», contando sul fatto che il nuovo esecutivo «punterà su riforme strutturali che favoriranno la crescita». Anche sul fronte dei tassi la strada sembra in discesa: dall’incarico lo spread, cioè la differenza di rendimento con il bund tedesco, è sceso di circa 25 punti, attestandosi ieri a quota 90,5.
Se a Bruxelles l’arrivo del Recovery Plan è comunque da ipotizzare intorno alla metà di aprile, in combinata con il nuovo Def, la macchina di Via Venti Settembre si è già messa in moto con obiettivo Recovery e Ristori. In primo luogo con l’arrivo di Giuseppe Chiné, consigliere di Stato, già in passato al ministero dell’Economia, nuovo capo di gabinetto, che sostituisce il veterano Luigi Carbone, e poi con la costituzione della squadra dei tecnici che lavorerà al Recovery e al Ristori. Decreto quest’ultimo quanto mai urgente anche per le richieste dei ministri della Lega di inserire le misure per il turismo sulla neve. Senza contare fisco, ammortizzatori sociali e partite Iva (oltre al recupero degli 8 miliardi del superammortamento per gli investimenti lasciati in eredità dalla precedente stesura del Recovery). Una nota del Mef di ieri sera, nel commentare la riunione, riferiva di uno «scenario di forte incertezza che evidenzia che le politiche di supporto all’economia non devono essere ritirate troppo presto». Al tempo stesso tra i temi trattati il Mef raccoglie e sceglie di rilanciare la necessità a proposito delle misure per aziende e lavoratori di «riflettere su come orientare al meglio il sostegno nella prossima fase verso soluzioni più specifiche e più mirate».La prima uscita di Franco è stata comunque apprezzata in Europa. Il presidente dell’Eurogruppo, l’irlandese Pascal Donohoe si dice certo che Daniele Franco e il nuovo governo, «lavoreranno strenuamente per preparare un piano che risponda a tutte le sfide» che attendono l’Italia e la moneta comune. Intanto il tedesco Olaf Scholz afferma che «Draghi rappresenta politiche molto intelligenti: l’Italia ha di nuovo scelto un governo europeista, questo è un ottimo segno anche perché è uno dei Paesi che beneficiano maggiormente della solidarietà Ue».
Un riferimento al Recovery, con Gentiloni che ha confermato che prima della pausa estiva la Commissione emetterà la prima tranche di finanziamenti, ovvero l’anticipo del 13% del totale a quei Paesi che saranno già riusciti a far approvare il loro piano dalla Ue. Si punta a fine giugno- inizio luglio, e per questo l’Italia dovrà presentare il suo piano al più tardi entro la prima metà di aprile in quanto la Commissione Ue avrà bisogno fino a 2 mesi per approvarlo e i governi Ue altri 30 giorni. Gentiloni, però, apre a Draghi: «Lavoreremo insieme soprattutto per le riforme che riguardano la burocrazia nella pubblica amministrazione, i tempi della giustizia civile, le regole della concorrenza, tutti i colli di bottiglia dell’economia italiana». C’è poi la partita sui tempi per riattivare il Patto di stabilità con le sue regole (per quanto verranno ammorbidite) per il rientro del debito: ieri tra i ministri dell’Eurogruppo c’è stato ampio consenso che le politiche di sostegno dovranno essere proseguite «fino a quando sarà necessario», ha spiegato Donohoe. Un segnale positivo per chi, come Gentiloni, a Bruxelles spinge per mantenere congelate le regole sui conti anche per tutto il 2022.
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