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Moody’s «promuove» UniCredit, Intesa e Credem

Moody’s cambia la propria metodologia di valutazione sugli istituti di credito e promuove le banche italiane. In particolare l’agenzia ha posto sotto osservazione il rating di UniCredit «Baa2» di lungo termine sul debito e sui depositi in vista di un possibile rialzo a «Baa1». Sotto esame anche il rating di Intesa Sanpaolo in vista di un rialzo sempre da «Baa2» a «Baa1». Previsti invece dei miglioramenti per il rating di Credem (il lungo termine è «Baa3», con un’indicazione preliminare di «Baa1»). La revisione della metodologia da parte di Moody’s riflette l’esperienza accumulata dalla crisi e il fondamentale cambiamento nel settore bancario e nella sua regolamentazione.

Nuovo modello e promozioni in arrivo per le banche più virtuose sotto forma non solo di struttura e livelli di capitale, ma anche di struttura del debito e del suo grado di liquidabilità. L’agenzia di rating Moody’s ha infatti cambiato la propria metodologia di valutazione sugli istituti di credito a livello globale. Dando soprattutto rilievo, a seguito delle direttiva Brrd, a situazioni in cui potrebbe venire a mancare l’aiuto esterno e sistemico in caso di difficoltà dei singoli istituti.
Nel nuovo modello è stato introdotto in particolare il concetto di Lgf “Loss Given Failure”, cioè la stima delle perdite attese per i creditori in caso di fallimento senza più il paracadute pubblico. Un approccio che prefigura l’introduzione del meccanismo del bail in che comporta il coinvolgimento degli obbligazionisti in caso di default di una banca e che entrerà in vigore il 1 gennaio del 2016.
È stata quindi affinita la valutazione della struttura del debito e del suo grado di subordinazione.
Ovvio che con questa nuova metodologia escono rafforzate banche con capitale e buffer di capitale capienti e con livelli di debito non subordinato in grado in caso di crisi di essere più facilmente assorbiti dai buffer di capitale, oltre che da livelli di deposito adeguati.
La nuova metodologia di fatto enfatizza l’approccio stand alone, cioè la capacità delle singole banche di resistere senza aiuti pubblici a crisi sistemiche. E così gli analisti di Moody’s hanno passato al setaccio le passività delle banche ordinando al meglio la gerarchia della liquidabilità del debito. La nuova metodologia sta già dando i primi riscontri.
In particolare per l’Italia Moody’s ha posto sotto osservazione il rating di UniCredit di “Baa2” di lungo termine sul debito e sui depositi in vista di un possibile rialzo a “Baa1”. Sotto esame anche il rating di Intesa Sanpaolo in vista di un rialzo sempre da “Baa2” a “Baa1”. Il rating per il breve termine “P-2” è, invece, confermato.
E analoghi provvedimenti sono stati assunti nei confronti della controllata Banca Imi.
Sotto la lente poi il Banco Popolare con il rating standalone Baseline Credit Assessment (BCA)che è stato confermato a B3 e posto sotto osservazione in vista di un possibile upgrade mentre quello a lungo termine su depositi e sul debito Senior unsecured è stato confermato a Ba3 e posto sotto osservazione in vista di un possibile downgrade. Previsti invece dei miglioramenti per il rating di Credem (il lungo termine è “Baa3”, con un’indicazione preliminare di promozione a “Baa1”). Risultati preliminari che andranno confermati e su cui solo queste banche hanno dato comunicazione ieri. Certo è che appare a prima vista una sostanziale promozione di quegli istituti che hanno ricapitalizzato in vista degli esami Bce e che hanno in particolare eccedenze di capitale rilevate proprio dagli stress test condotti l’anno scorso da Francoforte. La revisione della metodologia da parte di Moody’s riflette l’esperienza accumulata dalla crisi e il fondamentale cambiamento nel settore bancario e nella sua regolamentazione. E soprattutto la capacicità di far fonte a choc senza disporre di salvataggi pubblici, come dimostra l’introduzione della “Loss Given Failure” (Lgf) che riguarda la perdita attesa e l’impatto che il fallimento di una banca avrebbe sui suoi vari strumenti di debito e depositi, in assenza di ogni supporto.

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