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Moody’s promuove il piano di Enel

L’agenzia di rating Moody’s promuove il piano industriale 2013-17 presentato da Enel. In una nota diffusa ieri l’agenzia definisce positive per il merito di credito le «dimissioni per 6 miliardi e le altre misure per rafforzare il capitale» annunciate dal gruppo guidato da Fulvio Conti. Il passaggio non era scontato ed è cruciale per la società, visto che il piano presentato è stato cucito per mantenere il giudizio sul merito, soprattutto da parte di Moody’s. S&P, infatti, con tutta probabilità procederà a un taglio del rating della società per allinearlo al livello Baa2 già attribuito da Moody’s a Enel. L’agenzia americana spiega che le misure illustrate da gruppo italiano, «se eseguite secondo il piano, comporteranno in una riduzione della leva delle società e un miglioramento del merito di credito dalla fine del 2014». Nonostante ciò, l’agenzia non può fare a meno di notare come «il contesto macroeconomico, regolatorio e operativo nei mercati core come l’Italia e la Spagna resti ancora difficile, fatto che può rallentare il miglioramento finanziario di Enel».
Moody’s ritiene che l’obiettivo di ridurre l’indebitamento finanziario netto da 42 a 37 miliardi possa essere raggiunto anche con le misure per il contenimento dei costi per 4 miliardi e il ribilanciamento di 27 miliardi di investimenti. L’agenzia afferma che la riduzione dell’indebitamento può condurre a un «miglioramento del merito di credito» in modo tale che Enel possa mantenere i parametri necessari per restare nell’attuale categoria di rating. Ma se dal punto di vista finanziario le misure sono positive, Moody’s ritiene che la crescita nel prossimo biennio sia una tallone d’Achille per la società, come del resto, verrebbe da commentare, lo è per l’Italia. «La previsione di un Ebitda a 16 miliardi nel 2013 contro 16,7 miliardi nel 2012 riflette una flessione della domanda di energia e il protrarsi di una pressione negativa sulla generazione dei margini in Italia e Spagna, anche come conseguenza delle misure regolatorie introdotte dal governo spagnolo. Aspetti però – continua l’agenzia – che sono mitigati dalla crescita attesa in America Latina, nella divisione internazionale e nel settore delle energie rinnovabili». La nota poi si sofferma sulla riforma regolatoria decisa in Spagna. In sintesi, si sostiene che l’impatto sui ricavi di Endesa, tra il 2012 e il 2013, sarà di 1,5 miliardi, con l’effetto di ridurre l’Ebitda della controllata spagnola da 4 miliardi del 2012 a 2,9 miliardi nel 2103, oltre alla svalutazione di 2,4 miliardi resasi necessaria sul goodwill di Endesa. Ma queste misure hanno anche un aspetto positivo, e cioè la riduzione del deficit tariffario attraverso le cartolarizzazione da parte del governo spagnolo, che ha già ripagato in questo modo 3 miliardi di crediti verso le utilities spagnole, come Endesa. Infine Moody’s sostiene che l’attuale rating di Enel continua a essere sostenuto dalla forte liquidità, effetto delle emissioni fatte nel 2012 e della linea di credito da 9,4 miliardi rinegoziata nei mesi scorsi. L’outlook negativo riflette i potenziali rischi connessi a un nuovo declassamento dei governi italiano o spagnolo, un peggioramento del contesto economico o una deviazione rispetto ai target annunciati dalla società.

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