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Moody’s migliora l’outlook di Cdp e sei banche italiane

La decisione era nell’aria, e ha fatto seguito al miglioramento dell’outlook sul rating sovrano sull’Italia, firmato lo scorso 14 febbraio da Moody’s. Ma la decisione dell’agenzia internazionale di incrementare la scorsa notte l’outlook di sette istituzioni finanziarie italiane, tra cui sei banche, rappresenta comunque la conferma del mutamento (in meglio) del clima sull’universo bancario italiano. O segnala, quanto meno, che il picco della crisi è alle spalle. Nel dettaglio, gli analisti di Moody’s hanno confermato il giudizio Baa2 e hanno migliorato l’outlook, portandolo da negativo a stabile, di UniCredit, Intesa Sanpaolo, Banca Imi, Banca Cr Firenze, Cassa Depositi e Prestiti, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza e il giudizio a lungo termine Baa2 di UniCredit Leasing.
La notizia è stata ovviamente ben accolta dai banchieri italiani. Per Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, il miglioramento del giudizio da parte di Moody’s «é già importante» di per sè. Ma in prospettiva i miglioramenti potrebbero essere ancora più significativi. Soprattutto se si guardasse al merito e alla solidità del proprio istituto. «Abbiamo condizioni strutturali tra le migliori d’Europa e potremmo avere un rating migliore se fossimo valutati a prescindere dal rischio sovrano», ha detto il manager a margine dell’esecutivo Abi.
Moody’s ha rivisto l’outlook a negativo da stabile anche di UniCredit, che ha visto una conferma a «Baa2» del giudizio e così pure dei rating di lungo e breve termine di UniCredit Leasing a «Baa3». Nessuno lo dice apertamente ma gli auspici condivisi nel comparto sono tuttavia per un ulteriore incremento del giudizio. Anche perchè, come sottolineato ieri dall’ad del gruppo di Piazza Cordusio, le sofferenze del settore bancario italiano, che a fine 2013 hanno toccato il livello più alto dal 1999 a quota 156 miliardi di euro, tenderanno a stabilizzarsi nel 2014, sebbene nei prossimi mesi sia atteso ancora un incremento. Parola dell’ad di Unicredit Federico Ghizzoni. «Penso che una crescita del 20% al mese sia troppo», ha dichiarato il manager commentando il +24,6% di aumento delle sofferenze a livello di sistema registrato nel bollettino di dicembre 2013 di Bankitalia. «Quello che penso è che sono in crescita (le sofferenze, ndr) e credo che la crescita continuerà ancora per qualche mese, ma si stabilizzeranno nel 2014», ha aggiunto Ghizzoni. Che ha aggiunto: «All’interno di Unicredit vediamo una crescita ogni mese inferiore rispetto al mese precedente per cui pensare che si stabilizzeranno quest’anno non è fantascienza”, ha concluso il ceo.
Tutto bene, dunque? Non esattamente. Anzitutto perchè Moody’s, pur riconoscendo un miglioramento a livello di sistema paese, ha comunque evidenziato diversi elementi di criticità a livello di comparto creditizio. Tra questi ci sono le attese di una bassa crescita del pil del Paese (stimata allo 0,5% nel 2014), il progressivo deterioramento della qualità degli attivi, la bassa redditività del settore, così come le incertezze legate ai risultati dell’Asset quality review della Bce.
Moody’s infine tra gli altri ha migliorato l’outlook anche di Poste, Generali, UnipolSai, Snam, Acea e Terna.

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