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Moody’s ignorata: bene l’asta Btp

 

Ancora una volta, i mercati non sembrano aver tenuto conto della raffica di downgrade affibbiata la notte scorsa (in Italia) da Moody's. Hanno perso un livello di affidabilità Italia (da A2 ad A3), Portogallo (da Ba2 a Ba3 con outlook negativo), Slovacchia e Slovenia (da A1 a A2, outlook negativo), Malta (da A2 a A3, con outlook negativo), e Spagna (da A1 ad A3, con outlook negativo). Moody's ha posto l'outlook di Austria, Francia e Gran Bretagna in negativo.

Tra le cause dell'abbassamento all'Italia, Moody's ha citato l'alto debito e la volatilità nei costi di rifinanziamento. Tuttavia, se le riforme economiche dovessero essere implementate con successo, l'outlook sull'Italia, secondo gli analisti, potrebbe stabilizzarsi. Ieri, sia la borsa, sia, soprattutto, l'asta dei Btp non hanno risentito per nulla del downgrade. In mattinata, per la verità, qualche analista aveva avanzato timori per un possibile danno all'asta, ma così, per fortuna, non è stato.

Il tesoro ha collocato tutti i 6 mld euro in Btp che voleva emettere a tassi decisamente inferiori a quelli delle ultime aste. Per il Btp a 2,5 anni l'offerta di 2,75-4 miliardi è stata coperta da un'fferta di 5,618 mld, con un bid to cover di 1,4 (1,22 la precedente asta) e un rendimento del 3,41% (4,83%). Il Btp a 3,5 anni aveva un'offertra a 686 mln a fronte di una domanda di 1,623 mld, con un bid-to-cover di 2,37 (1,51) e un rendimento del 3,77% (3,90%). L'emissione di Btp a 5 anni aveva un'offerta di 1,314 mld a fronte di una domanda di 2,240 mld, con un bid-to-cover di 1,70 (2,29) e un rendimento del 4,26% (4,93%).

Nonostante tutto, la Commissione europea avanza ancora dubbi sugli «squilibri macroeconomici» dell'Italia e di altri 11 paesi: Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Finlandia, Francia, Ungheria, Slovenia, Spagna, Svezia e Regno Unito. In un rapporto presentato ieri a Strasburgo dal commissario agli affari economici e monetari, Olli Rehn si parla di «altissmo debito pubblico e basso potenziale di crescita economica, che rappresentano dei rischi che dobbiamo analizzare».

Rehn ha annunciato un'«analisi approfondita», nel quadro del nuovo «meccanismo di allerta macroeconomica», per ognuno dei 12 Stati membri. Esso prevede che la Commissione adotti delle raccomandazioni «preventive» per correggere gli squilibri. In caso di mancata attuazione da parte del paese interessato, l'esecutivo Ue potrà far scattare il meccanismo «correttivo», ovvero sanzionatorio. Sempre sull'Italia, il commissario ha ricordato che c'è un problema di competitività, sia in generale, che basata sui prezzi, con «un deterioramento significativo a partire dagli anni 90», che si riflette nel «persistente indebolimento nelle quote di mercato nel commercio estero», con «una caduta del 20% negli ultimi cinque anni». Il rapporto ammette che «i'indebitamento del settore privato è relativamente contenuto», ma giudica «preoccupante il livello del debito pubblico, data specialmente la debolezza delle performance di crescita e le debolezze strutturali». Il commissario, bontà sua, ha riconosciuto tuttavia l'esempio positivo che stanno dando «i governi di Spagna e Italia, che stanno conducendo con determinazione delle riforme strutturali cruciali per migliorare il mercato del lavoro e la competitività delle loro economie».

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