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Moody’s: fari accesi sul debito italiano

di Alessandro Merli

I rapporti di due banche diffusi ieri mattina agli investitori hanno ravvivato le aspettative dei mercati di un prossimo declassamento del debito italiano da parte delle agenzie di rating e contribuito alle turbolenze in una giornata già molto movimentata.

Interpellata in proposito, Moody's si è limitata a ricordare che il voto dell'Italia è sotto revisione per un possibile downgrading dal 17 giugno scorso e che le operazioni di revisione durano in medie tre mesi. Periodo che scade fra una decina di giorni.

Un'analisi degli strategist di Société Générale ha rammentato ieri che l'Italia è sotto la spada di Damocle del declassamento da parte di tutte e tre le principali agenzie. Oltre a Moody's, si tratta di Standard & Poor's, che a sua volta aveva rivisto le prospettive del debito italiano da stabili a negative nel maggio scorso, e di Fitch.

Il downgrading, secondo la nota di Sg, appare probabile a causa dello scenario sia dei conti pubblici sia della situazione macroeconomica. Inoltre, sono sfavorevoli all'Italia, secondo gli analisti della banca francese, i dubbi sulla capacità del Paese di avere accesso al finanziamento sui mercati e un rating tuttora alto rispetto ad altri Paesi nelle stesse condizioni.

Moody's ha mantenuto il rating di Aa2 per l'Italia dal maggio del 2002 ed è stata, delle tre agenzie, la più lenta a correggere il voto del debito del nostro Paese. Nella nota che accompagnava l'annuncio di revisione del giugno scorso, l'agenzia aveva sottolineato, fra gli elementi principali che potevano scattare il downgrading, le difficoltà della crescita, dell'attuazione del risanamento dei conti pubblici e il peggioramento del contesto europeo, con un aumento del costo del servizio del debito.

In un'intervista al Sole 24 Ore, il responsabile del rating dell'Italia, Alexander Kockerbeck, aveva sottolineato in particolare il peggioramento della situazione in Europa e l'effetto di contagio. Tutti questi fattori si sono successivamente realizzati e questo ha acuito le aspettative di mercato di una prossima azione dell'agenzia. Da allora, gli unici aspetti positivi per l'Italia sono la probabile interruzione del ciclo di rialzi dei tassi da parte della Banca centrale europea (a fronte però di un netto peggioramento delle prospettive economiche della zona euro) e, soprattutto, gli interventi a sostegno del debito italiano da parte della Bce. Interventi che tuttavia, come ha ribadito ieri il governatore della Banca d'Italia e prossimo presidente della Bce, Mario Draghi, non possono esser dati per scontati.

Un'altra analisi, condotta dalla banca olandese Rabobank, ha preso in esame invece i casi precedenti di declassamento di Paesi europei e i loro tempi di attuazione, rilevando che, sulla base dell'esperienza passata, quello dell'Italia avrebbe dovuto già essere annunciato entro la fine di agosto. L'Italia si trova già quindi, secondo la banca, in una sorta di tempo supplementare, dal che si potrebbe dedurre anche in questo caso che ci si attende un abbassamento del voto in tempi brevi.

Nelle ultime settimane, i mercati finanziari hanno puntato la loro attenzione in particolare sulla crescita dell'economia italiana, già debole e destinata a indebolirsi ulteriormente sulla scia della frenata tedesca, e sull'incapacità del Governo di varare un piano coerente di riforme per rilanciarla, oltre che i numerosi cambi di direzione sulle misure di aggiustamento dei conti. Tutte valutazioni che pesaranno sul voto delle agenzie di rating, che sui mercati molti cominciano a ritenere imminente, presumibilmente poco dopo che venga finalizzata in parlamento la manovra.

Una dichiarazione poco incoraggiante, anche se non confermata ufficialmente, sarebbe venuta ieri anche dal cancelliere tedesco, Angela Merkel, la quale, secondo una fonte citata dall'agenzia di stampa Reuters, avrebbe detto a una riunione di parlamentari del suo partito, la Cdu, che la situazione di Italia e Grecia è «estremamente fragile».
 

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