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Moody’s darà il rating alla Rai Poi il bond quotato in Irlanda

Sarà Moody’s ad assegnare il rating alla Rai, prima che la televisione di Stato a maggio collochi sul mercato le prime obbligazioni, il primo bond della storia. L’agenzia newyorkese stilerà la pagella dei conti di Viale Mazzini battendo la concorrenza di Fitch e Standard & Poor’s. L’indiscrezione arriva mentre ieri i soci della tv pubblica (ministero della Economia e Siae) benedicevano il progetto di emissione.
La Rai cerca fino a 350 milioni, cifra proporzionata al suo patrimonio netto. Non si tratta di debito aggiuntivo, anzi. L’azienda estinguerà i prestiti che aveva ottenuto dalle banche, svantaggiosi sia come tassi d’interesse (arrivavano al 4,5%) sia come scadenze (alcune al dicembre 2017, dunque ravvicinate). Con il nuovo debito le scadenze si allungheranno fino a 7 anni. E l’interesse sarà più contenuto ora che la Bce inonda il mercato di liquidità. Se solo l’interesse fosse del 2% — invece del 4,5 delle banche — la Rai risparmierebbe 6 o 7 milioni l’anno. Peraltro gli istituti bancari ti danno i soldi, ma intanto si cautelano. Contratti di covenant impongono prestazioni contabili prodigiose. Invece Viale Mazzini confida di scansare una simile gabbia, visto che ha i conti in ordine. La società delle antenne RaiWay — scritta a bilancio per 100 milioni — dopo la quotazione vale almeno 6 volte di più. Le obbligazioni andranno in Borsa. La documentazione disponibile al ministero della Economia rivela che il dg Gubitosi e il suo direttore della Finanza, Camillo Rossotto, hanno guardato al Lussemburgo, per poi virare su Dublino, piazza «più favorevole all’emittente ». I compratori del bond saranno istituzionali. È fuori gioco il piccolo risparmiatore perché il taglio minimo dell’investimento sarà «significativo» (100 mila euro). I tempi, infine. Il rating di Moody’s arriverà per fine aprile. Poi la Rai recluterà gli advisor e le banche per il collocamento. Seguirà “road show” di 6 giorni per presentare il bond, arrivando così alla forchetta di prezzo. Emissione per metà maggio; incasso dei soldi per fine maggio.
Intanto la Rai porta in dote a Google il suo cinema. L’accordo con il colosso californiano permette agli utenti del negozio digitale Google Play di accedere a 200 titoli, che si scaricano a 6,99 euro. Il film acquistato o noleggiato può essere salvato su computer, tablet, smartphone per essere riprodotto offline. Se si decide per lo streaming (3,99 euro), Google Play rintraccia il punto in cui la fruizione del film si è interrotta e consente allo spettatore di proseguire in un secondo momento anche da un altro dispositivo.
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