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Moody’s avverte 16 banche italiane

di Giovanni Stringa

MILANO — Come era successo per Standard &Poor’s, così si ripete per Moody’s. A pochi giorni dall’allarme lanciato sul debito pubblico italiano, la spia adesso si accende per le banche. Moody’s ha messo «sotto revisione per un possibile downgarde» il rating sul debito della Cassa depositi e prestiti e di 16 istituti, tra cui Intesa Sanpaolo, Mps, Banco popolare e Bnl. Per altre 13 banche, poi, le prospettive sul rating passano da stabili a negative. A rischiare il declassamento più nel lungo termine sono per esempio Italease, Ubi e Credem. Altri istituti, come Unicredit e BpM, sono stati invece «risparmiati» perché hanno già prospettive negative sui rating. In generale, ha scritto ieri Moody’s, i giudizi di alcune banche sono sensibili a cambiamenti anche relativi «nell’affidabilità creditizia del governo e nella sua capacità di sostenere gli istituti» . Le novità da Moody’s non hanno avuto modo di farsi sentire (almeno per ora) a Piazza Affari, visto che le note dell’agenzia di rating sono uscite a listino ormai chiuso. Sul fronte del petrolio, invece, l’annuncio dell’Agenzia internazionale dell’energia di «versare» sul mercato 60 milioni di barili dalle riserve strategiche (e altri 30 milioni li metteranno gli Usa) è arrivato prima dell’apertura dei listini americani, e ha quindi «avuto il tempo» di far precipitare le quotazioni di giornata del greggio a New York: -4,6%a 91,02 dollari («intraday» anche sotto i 90), la chiusura più bassa da febbraio. Giù anche tutte le principali Borse europee: Milano -2,73%, Parigi -2,16%, Francoforte -1,77%e Londra -1,71%. Male anche Atene (-2,33%) e Madrid (-2,77%), ed è ormai ai minimi da marzo l’indice Stoxx Europe 600. Sui listini hanno pesato l’allarme rosso lanciato dal presidente d e l l a Bce, Jean-Claude Trichet, secondo cui la crisi dei debiti sovrani rischia di «contagiare» le banche, mettendo a repentaglio la stabilità finanziaria in Eurolandia, e nuovi dati negativi sul mercato del lavoro Usa. Ma Wall Street, dopo un avvio decisamente negativo, ha recuperato per chiudere con un calo più contenuto (-0,49%, addirittura positivo il Nasdaq: +0,66%). La ripresa è seguita alle notizie— riportate da Reuters a listini europei ormai chiusi — sull’accordo che la Grecia avrebbe raggiunto con Ue e Fmi sul piano di austerity di 5 anni, mentre a Bruxelles partiva il vertice europeo sulla crisi ellenica. Infine gli spread: il premio di rendimento che i Btp decennali pagano rispetto ai Bund tedeschi è salito a 208 punti base. A nuovi record gli spread dei bond portoghesi e irlandesi, a 859 e 900 punti. Sui massimi anche la Spagna, a 276 punti, mentre la Grecia viaggia intorno ai 1.400 punti.

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