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Moody’s alza il rating sui depositi in Italia

Nessuna preoccupazione sui depositi delle banche italiane nella nuova era dei bail-in del sistema del credito europeo. E questo non solo per le giacenze sotto i 100mila euro, già tutelati dal Fondo interbancario di tutela, ma anche per quei depositi di risparmiatori che superano la soglia fatidica dei 100mila euro e anche per i cosidetti depositi corporate, che comprendono le tesoriere delle imprese e i prestiti interbancari.
La rassicurazione, l’ennesima, è giunta ieri da Moody’s. L’agenzia statunitense ha infatti alzato il rating sui depositi di 18 banche italiane che erano sotto osservazione dall’ottobre scorso per un possibile upgrade. Quell’upgrade è infine arrivato promuovendo di fatto le banche italiane sotto osservazione. Una promozione che deriva dal recepimento in Italia della direttiva europea sulle risoluzioni bancarie (le eventuali insolvenze e il salvataggio interno che ne consegue) che assicura piena tutela (preferenza) ai depositi rispetto al debito senior e junior. La garanzia piena nella scala di rischio degli strumenti finanziari riguarda tutti i depositi, da quelli sopra i 100mila euro dei privati ai depositi corporate cioè gli investimenti di tesoreria ma anche i prestiti interbancari tra istituti che di fatto hanno con il recepimento italiano acquisito un grado di tutela ulteriore rispetto al debito sia esso subordinato che senior.
Alla stessa stregua il maggior rischio relativo attribuito al debito e soprattutto il differente peso, per ogni singola banca, di obbligazioni e depositi ha portato Moody’s a bocciare di un gradino (downgrade) il rating sul debito di 5 istituti italiani.
Tra i declassamenti della pagella sul debito figurano Bnl, Unipol, Credem, Sella Holding e la Cassa centrale Raiffesein. Sul fronte opposto quello del miglioramento della pagella di rating creditizio sui depositi la promozione ha riguardato un grosso plotone di banche italiane. Da Intesa, a Ubi, al Creval, alla Bpm alla Bnl, alla Raiffesein. Ma anche Iccrea; Credem; Carige; Mps; Sella Holding; Caribolzano; Imi, Fca?Bank. L’elenco delle promozioni riguarda anche la Banca del Mezzogiorno; il Banco Popolare; Ge Capital; il MedioCredito del Trentino e Mps Capital Services.
Tra i singoli casi comunicati dalle stesse banche figurano, ad esempio, il Credito Emiliano. La banca di Reggio Emilia ha riacciuffato nel rating sui depositi la classe A. Il rating è stato alzato dal precedente Baa2 all’odierno A3. Giù invece di un gradino per la banca di Reggio Emilia la pagella sulle emissioni di debito senior da Baa2 a Baa3.
Il Banco Popolare ha comunicato in giornata che il rating sui depositi è salito a Ba2 dal precedente Ba3. Anche la Banca Popolare di Milano ha avuto un rialzo sempre sui depositi a lungo termine da Ba3 a Ba2. Per il Creval l’upgrade ha portato il rating a lungo termine sui depositi a Ba1 da Ba2. Sono invece rimasti invariati i giudizi sui depositi per UniCredit, Unipol Banca, Cassa Centrale Banca e CariParma.
Al di là dei singoli casi, la promozione di fatto di massa, per le banche italiane seguite da Moody’s, della pagella di affidabilità dei depositi è un segnale di rassicurazione ulteriore sugli effetti del bail-in. Anche in caso di future insolvenze è la parte di passivo bancario che ha le maggiori garanzie e corre un rischio remotissimo di venire intaccata.
Nei giorni scorsi sul tema dei depositi e delle garanzie in caso di crac si era pronunciata anche Prometeia. In uno studio su 13 banche italiane sotto la vigilanza Bce le simulazioni di perdite dal 3 al 5 per cento dell’attivo mostravano che in nessun caso i depositi, anche quelli sopra i 100mila euro, avrebbero subito tagli di alcun genere.
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